TIONE – Bruckner conquista l’Arcipretale: una chiesa gremita per la grande musica sinfonica
Straordinaria partecipazione al concerto di Ognissanti dell’Orchestra Sinfonica delle Alpi. Dalla Quarta Sinfonia al monumentale Te Deum, un incontro di musica, arte e spiritualità.
Una chiesa gremita, un pubblico attento e partecipe e la grande musica di Anton Bruckner a riempire le navate dell’Arcipretale. Il concerto di domenica 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, ha regalato a Tione una serata di particolare intensità artistica e spirituale, confermando quanto la musica sinfonica sappia coinvolgere anche un pubblico numeroso e composito.
Protagonista l’Orchestra Sinfonica delle Alpi, formazione nata nel 2015 per iniziativa dell’Associazione Culturale Euritmus di Rovereto, diretta dal maestro Maurizio Postai.
Il programma, interamente dedicato al compositore austriaco Anton Bruckner, comprendeva la Quarta Sinfonia, conosciuta come Romantica, e il grandioso Te Deum, una delle pagine più significative della musica sacra ottocentesca.
La sinfonia ha aperto un universo sonoro ricco di suggestioni, alternando momenti di grande potenza orchestrale a passaggi di delicata intensità, quasi a evocare paesaggi naturali, silenzi e profondità interiori.
Ma è stato soprattutto con il Te Deum che il concerto ha raggiunto il suo momento più suggestivo.
Nel presbiterio dell’Arcipretale hanno fatto il loro ingresso oltre settanta cantori, uomini, donne e giovani, affiancati da quattro voci soliste: soprano, contralto, tenore e basso.
Uno schieramento imponente, nel quale orchestra e coro, sotto la direzione del maestro Postai, hanno dato vita a un’esecuzione di straordinario coinvolgimento.
Le voci si sono intrecciate agli strumenti, alternando slanci solenni a momenti di profondo raccoglimento. Una musica capace di attraversare le grandi navate e, nello stesso tempo, di raggiungere l’intimità dell’ascoltatore.
Bruckner, musicista di profonda fede religiosa, ha lasciato nel Te Deum una testimonianza particolarmente intensa della propria spiritualità. Non soltanto una composizione monumentale, ma un autentico canto di lode nel quale l’uomo sembra interrogare l’infinito.
Particolarmente emozionante il dialogo fra la voce del tenore e il grande coro, richiamato anche da don Celestino nel breve intervento conclusivo.
«Hai aperto ai credenti la porta dei cieli»: queste parole del testo liturgico hanno offerto una significativa chiave di lettura dell’intera esecuzione.
In quella chiesa affollata, nella giornata dedicata a Tutti i Santi, la musica è diventata così anche occasione di raccoglimento e riflessione.
Il successo del concerto, testimoniato dalla grande partecipazione del pubblico, rappresenta un segnale incoraggiante per la vita culturale delle Giudicarie.
E quando le ultime note si sono spente sotto le volte dell’Arcipretale, è rimasta la sensazione di aver vissuto qualcosa che andava oltre il pur straordinario valore musicale della serata.
Un incontro fra bellezza, cultura e fede, nel quale la musica, per qualche istante, è diventata preghiera.
