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Petizione per la legalizzazione dello spray anti-orso




27.07.2015, di Sergio Binelli (letto 2132 volte)

PETIZIONE AL MINISTRO DELL’INTERNO PER LA LEGALIZZAZIONE DELLO SPRAY ANTI-ORSO

Sabato 25 luglio 2015 presso la Casa della cultura e del sociale di Pinzolo si è tenuto un incontro pubblico organizzato dal Gruppo per la Difesa del Territorio e la Salvaguardia della Libertà e moderato da Eva Mengali in merito alla petizione al Ministro dell’Interno per la legalizzazione dello spray anti-orso; presenti come relatori l’avvocato Mario Giuliano (del Foro di Trento), il professor Michele Corti (dell’Università di Milano), Laura Zanetti (in rappresentanza della Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai) e Marco Zandra (aggredito il 29 maggio 2015 dall’orso a Zambana); presenti fra il pubblico anche Claudio Pedron (presidente di Gruppo per la Difesa del Territorio e la Salvagurdia della Libertà), il sindaco di Bocenago Walter Ferrazza, il consigliere comunale di Pinzolo Isidoro Pedretti, Daniele Maturi “Carnera” (il residente di Pinzolo aggredito l’anno scorso dall’orsa Daniza) e Sisinio Zanella (forse la prima vittima dell’orso, aggredito nel 2014). L’incontro si è aperto con una premessa di Eva Mengali, la quale ha sottolineato che non esiste alcuna ritorsione contro l’orso, ma solo la necessità di rivedere quello che ha prodotto il Progetto Life Ursus; Eva Mengali ha poi espresso anche la sua solidarietà a Vladimir Molinari, l’ultima persona aggredita dall’orso (il quale non ha potuto esser presente all’incontro per motivi legati alle sua salute) ed ha posto un interrogativo interessante al pubblico su cosa avrebbe dovuto fare per esempio una nonna con le sue nipotine nell’evenienza in cui si trovasse davanti ad un orso, visto che chiaramente non avrebbe quel piccolo vantaggio che potrebbe avere un uomo muscoloso od un atleta. Successivamente ha preso la parola Marco Zandra, emozionando tutto il pubblico con il suo racconto in merito alla sconvolgente aggressione da lui subita; quello che però ha esterrefatto tutti è il modo in cui è stata trattata questa vittima dalle autorità e dai giornali locali, lasciando intendere come certe parole e certi atteggiamenti riescano forse a fare più male di qualche zampata di un animale. Il pubblico con svariati applausi è riuscito ad esprimere la propria vicinanza a Zandra. In seguito, è intervenuto il Professor Corti, che, con un carisma a dir poco raro, è riuscito a mettere in luce tutte le criticità del Progetto Life Ursus e di tutti gli altri progetti che si sono susseguiti in merito alla questione dell’orso (l’ultimo dei quali scadrà nel 2019), specificando l’illogicità del paragone della nostra regione con il Canada, le curiose carriere politiche ed amministrative di chi ha sostenuto a spada tratta questo progetto, l’inutilità dei campanelli (e di altri strumenti) proposti per spaventare l’orso, l’indottrinamento subito dai cittadini ed il fatto che questa specie di orso non è assolutamente in pericolo di estinzione, citando fonti autorevoli (fra cui alcuni atti emanati dalla Commissione dell’Unione Europea). Terminando, il professor ha affermato che il Progetto Life Ursus rappresenta sostanzialmente una manovra totalitaria per de ruralizzare la nostra regione, in modo da lasciare il nostro territorio sotto il controllo totale delle lobby di potere; di fatto quindi noi trentini, sempre secondo il professore, saremmo stati delle cavie da esperimento. Laura Zanetti, prendendo la parola, ha deciso di mostrare alcune testimonianze molto divertenti raccolte nella sua zona, spiegando sia l’importanza dell’apporto dei nostri agricoltori e dei nostri allevatori sia la necessità di fermare al più presto questo progetto, in modo da non arrecare più danni alla nostra regione. Infine, ha concluso la serata l’avvocato Mario Giuliano, ponendo attenzione soprattutto su tre punti:il primo riguardava l’atteggiamento della Provincia di Trento, dove secondo l’avv. Giuliano non ci sarebbero state delle prese di posizione precise ed efficaci; il secondo punto si riferiva all’assoluta mancanza di un piano sanitario specifico riguardo alle aggressioni dell’orso (ad esempio, come si deve comportare il Sistema sanitario provinciale di fronte ad un’eventuale trasmissione della rabbia da parte degli orsi?) ; il terzo ed ultimo punto faceva riferimento al fatto che il risarcimento previsto da una delibera della Giunta provinciale di Trento, per quanto concerne le aggressioni dell’orso, presenta molte criticità procedurali e sostanziali e forse anche costituzionali. La serata è poi giunta al termine con una raccolta firme per chiedere al Ministero dell’Interno la legalizzazione dello spray anti-orso, dove peraltro gli organizzatori hanno voluto porre in evidenza che questa raccolta è solo un piccolo ma non ultimo passo verso la risoluzione di quest’emergenza. Concludo il mio articolo ricordando a tutti che martedì 28 luglio 2015 a Borgo Valsugana presso la Sala Marcellina Paternolli (in Municipio) ci sarà un altro incontro sullo stesso tema , sempre con l’avvocato Mario Giuliano, il professor Michele Corti e Marco Zandra, e sarà moderato dal sindaco di Borgo Valsugana Fabio Dalledonne. Vi ringrazio dell’attenzione. SERGIO MANUEL BINELLI
Turismo in Trentino

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