Le campane di Pinzolo

di W. Morelli e C. Cominotti

Le campane di Pinzolo

Tutti i paesi e le città della cristianità hanno fra gli edifici pubblici anche quelli di culto, le chiese, ciascuna ricca caratteristiche architettoniche, artistiche, di arredi e suppellettili a cui spesso non facciamo caso, ma che hanno storie precise molto peculiari. Nei secoli scorsi erano inventariate e registrate mediante controlli ufficiali da parte delle autorità religiose, che stilavano un verbale in cui si descriveva lo stato delle strutture, degli arredi e delle dotazioni e magari si prescriveva il da farsi o si consigliavano migliorie. Accanto alle chiese, anche i campanili sono frutto di scelte molto ponderate, spesso sofferte, e nella cella campanaria ogni singola campana è il prodotto di precise intenzioni e devozioni.

Chi ha occasione di percorrere la parte alta della Val Rendena, passare o sostare a Pinzolo, nota sicuramente lo svettante campanile che sovrasta la borgata, completamente distesa in una vasta spianata, caratteristica questa non frequente per i paesi di montagna.

Inoltre chi soggiorna nei dintorni sentirà il suono delle campane che, oltre ai rintocchi delle ore e delle mezz’ore, delle tre suonate dell’ “Ave Maria”, al mattino, mezzogiorno e sera, chiama alle funzioni religiose e avverte degli avvenimenti, gioiosi e tristi, che investono la comunità.

Così Wanda Morelli, una giovane di Pinzolo, ha pensato di svolgere una ricerca sulle campane del suo paese e ha scoperto molte notizie che le riguardano.

Il campanile della chiesa di San Lorenzo in Pinzolo fu costruito completamente in granito tonalite negli anni 1865-1867. Il progetto definitivo fu redatto dall’ing. Leopoldo de Claricini di Trento che revisionò quello iniziale dell’ing. Carlo Pagnoni di Creto e la costruzione fu realizzata dall’impresa del maestro muratore e “tagliapietre” Giuseppe Valsecchi di Maronico, in provincia di Como.

Si innalza per 72 metri ed è fra i più alti del Trentino.

La cella campanaria, a cui si accede con una scala a chiocciola di 196 gradini, ospita un concerto di 5 campane.

Ognuna di esse è dedicata ad un santo e riporta una frase in latino.

La prima campana (campanun) è rivolta verso sud ed è dedicata a San Lorenzo e riporta la scritta “Beate Laurenti M. devotissimum Tibi populum tuere” che significa: “San Lorenzo martire, proteggi il popolo a te devotissimo.” E porta le immagini di San Lorenzo e San Vigilio.

La seconda campana è rivolta verso nord e la frase incisa su di essa “Maria coeli regina. Pintiolensium presidium, singulare hoc tibi immortalis amor dicavit” significa: “Maria, regina del cielo, difesa dei Pinzolesi, questo segno singolare, a te, immortale amore dedicò”. Riporta l’immagine della Madonna del Rosario da un lato e una corona di rose dall’altro.

La terza campana è rivolta ad ovest e riporta scritto: “Quod sicut olim tuas colimus aedes, hoc te munere propitium, S. Jacobe, flagitamus. S. Joseph intercede pro nobis.” – “Poiché come una volta, veneriamo, la tua dimora, con questo dono, o San Giacomo, invochiamo con insistenza che tu sia propizio. San Giuseppe prega per noi.” Ci sono le immagini di San Giacomo apostolo e di San Giuseppe.

La quarta campana è rivolta verso est e riporta la scritta: “Atavis, Johanna edita Pintiolentibus, patrium respice pia solum” – “(Beata) Giovanna, (Bonomo), oriunda da avi Pinzolesi, guarda benigna il patrio suolo”. “Abige, S. Roche, animae corposisque pestem” –  “Allontana, o San Rocco, la peste dell’anima e del corpo”.

La quinta campana guarda ancora verso est e c’è scritto: “S. Antoni, propter servata pecora, hoc tibi agricolae grati animi ergo” – “Sant’Antonio, per i greggi difesi, questo dono (offrono) i contadini, con gratitudine”. “S. Alojsi, iuvenum mentes custodi” – “San Luigi, custodisci le menti dei giovani.” Riporta le immagini  di Sant’Antonio Abate e di San Luigi Gonzaga.

Queste campane che sono giunte fino a noi suonarono per la prima volta dopo la grande guerra la notte di Natale del 1921.

 

COME SUONANO LE CAMPANE?

 

LA PRIMA (campanun) suona:

Per l’Ave Maria degli uomini (ne annuncia la morte).

Per l’Ave Maria della donna più vecchia del paese (ne annuncia la morte).

Alle 15 di ogni venerdì (in memoria della morte di Gesù).

Tutte le domeniche alle ore 12 (angelus delle ore 12).

Il giorno della sagra il 10 agosto, S. Lorenzo, alle ore 12.

La sua nota è il do.

 

LA SECONDA

Per l’Ave Maria delle donne (ne annuncia la morte).

Tutti i giorni feriali per l’angelus (alle ore 7 del mattino, alle 12, alle  20.47 di sera).

La domenica alle 9  per i morti di Pinzolo nel mondo.

Tutti i giorni per la celebrazione della messa (1/2 ora prima da sola, ¼ d’ora prima da sola poi la suonata finisce con la piccola (quinta). La sua nota è il re.

LA TERZA esegue il mi,

LA QUARTA il fa,

LA QUINTA il sol.

 

TUTTE INSIEME

Per le messe della domenica e festività, matrimoni e prime comunioni  (1/2 ora prima e 1/4 ora prima).

Battesimi e Confessioni (1/4 d’ora prima).

Il giovedì  santo  e la veglia pasquale.

PER I FUNERALI:

Per gli adulti suonano tutte 5 a bicchiere in scala (1/2 ora prima e 1/4 ora prima)

Per i bambini suona l’Ave Maria di Lourdes.

 

LA TERZA, LA QUARTA E LA QUINTA NON SUONANO MAI DA SOLE

 

IL CAMPANÒ (suona tutte le sere alle 20.45) cambia a seconda del periodo liturgico.

Con la conoscenza della musica si può suonare con i tasti a mano.

 

NEI RICORDI DEGLI ANZIANI CI SONO ALTRI SUONI DELLE CAMPANE:

Il campanone con la quinta (piccola) in caso di incendio nel paese di Pinzolo (campana martél).

La terza in caso di incendio fuori paese.

Per la comunione degli infermi suonava il campanone e a seguire la piccola.

 

I RINTOCCHI DELLE ORE

Per le ore le campane non suonano con il batacchio, ma con martelli collegati all’orologio:

i colpi delle ore, da una a dodici, vengono battuti sul “campanone”, mentre l’unico rintocco delle mezz’ore sulla terza campana, quella rivolta a ovest.

 

P.S. Per la ricerca si ringraziano Paride Collini per le notizie principali, Silvano Bonapace per la parte musicale e Carla Maturi per le informazioni sulla costruzione del campanile. I dettagli sulle incisioni nei bronzi sono state trovate su Campane di Rendena, scritte da don Angelo Franceschetti.

Il disegno è di Wanda Morelli e la foto di Claudio Cominotti.