Pubblicato il “Rapporto grandi carnivori 2025”
Regole di comportamento per la sicurezza, c’è chi rimuove i cartelli trasformandoli in souvenir
Il PACOBACE (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali) rappresenta il documento di riferimento per la gestione delle emergenze anche nella provincia di Trento (così come in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte e nella Provincia autonoma di Bolzano). Su questa base, il Trentino ha individuato, formato e attrezzato il personale forestale. Per quanto riguarda i lupi che mostrano particolare confidenza con l’uomo o frequentano abitualmente aree urbanizzate, si applica un protocollo di intervento elaborato da ISPRA, basato su documenti tecnici della LCIE (Large Carnivore Initiative for Europe). Tale protocollo definisce i comportamenti indesiderati e le condizioni per l’attivazione di misure di dissuasione o rimozione. La rimozione gestionale di un lupo, effettuata lo scorso autunno, si inserisce in questo contesto: un intervento circoscritto e fondato su dati oggettivi.
Nel 2025 non sono stati registrati comportamenti problematici da parte di esemplari di orso. “È verosimile – si legge nel rapporto – ritenere che a questo risultato abbia contribuito anche il fatto che, nel 2024, tutti e tre gli esemplari problematici individuati sono stati prontamente rimossi mediante abbattimento, in applicazione del PACOBACE. Resta comunque possibile che nuovi soggetti pericolosi o responsabili di danni ripetuti si manifestino anche in futuro, indipendentemente dalle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”.
Sul fronte della comunicazione e dell’informazione, sono oggi migliaia i cartelli con le regole di comportamento da adottare nelle aree di presenza degli orsi, distribuiti capillarmente sul territorio. Tuttavia, circa il 30% di questi ha subito almeno un episodio di rimozione o manomissione, con punte di cinque interventi consecutivi nello stesso sito. Chi rimuove i cartelli, magari trasformandoli in souvenir, ostacola un importante processo di diffusione delle regole di sicurezza, promosso dall’Amministrazione anche attraverso spot televisivi e campagne stampa. Questi comportamenti sono sanzionati ai sensi dell’articolo 635 del Codice penale.
