Considerazioni alla lettera sulla Scuola dell’infanzia di Pinzolo
Leggo con interesse la riflessione di questa mamma e ne condivido il principio di fondo: ogni genitore ha il diritto di chiedere che la scuola offra il miglior servizio possibile ai propri figli, una richiesta legittima che nasce dalla volontà di garantire ai bambini un ambiente educativo di qualità.
Da insegnante di scuola primaria, tuttavia, credo sia utile ampliare la prospettiva. Il tema non è tanto il numero di bambini presenti oggi nelle sezioni della scuola dell’infanzia; una sezione di 24 alunni, pur impegnativa, rientra nei parametri previsti e può essere gestita con competenza dal personale qualificato. La vera criticità rischia di manifestarsi negli anni successivi, quando questi stessi bambini giungeranno alla scuola primaria. Il calo demografico che stiamo vivendo porterà inevitabilmente a una riorganizzazione della rete scolastica. Ciò significa meno classi, una riduzione del personale docente e ATA e, soprattutto, un aumento delle pluriclassi; questo il nodo sul quale credo sia necessario concentrare l’attenzione.
Le pluriclassi non rappresentano un limite in sé poiché la professionalità degli insegnanti permette di progettare percorsi didattici efficaci anche in contesti complessi, differenziando attività, obiettivi e metodologie in funzione delle diverse età e dei diversi livelli di apprendimento. Lavoro che i docenti sanno svolgere con competenza e senso di responsabilità, ma è innegabile che comporti maggiori difficoltà nell’organizzazione della didattica. Il calo delle nascite è un dato oggettivo con cui tutti siamo chiamati a confrontarci. Per questo ritengo che la politica, sia provinciale sia comunale, abbia il compito di affrontare questa fase con responsabilità, lungimiranza e competenza. Le scelte sull’organizzazione della scuola devono essere il risultato di una visione educativa costruita anche attraverso l’ascolto di chi la scuola la vive e la conosce ogni giorno.
Decisioni di questo tipo è evidente che non potranno soddisfare pienamente tutti i genitori e gli insegnanti, ma il criterio che dovrebbe orientarle è uno solo: il bene dei bambini e la qualità dell’offerta formativa.
Per questo auspico che ogni scelta venga compiuta con attenzione, consapevolezza e affidandosi alle competenze di chi opera nella scuola. La qualità dell’istruzione non dipende soltanto dal numero degli alunni in una classe, ma dalla capacità di costruire un sistema scolastico che, anche in un contesto di forte calo demografico, continui a mettere davvero al centro gli studenti e il loro percorso di crescita.
