IN RICORDO DEL DOTT. TOMASO BRUTI: L’ULTIMO DEI MEDICI DI FAMIGLIA
La scomparsa del Dottor Tomaso Bruti lascia un vuoto profondo e incolmabile, in un’epoca in cui la medicina territoriale rischia talvolta di trasformarsi in una fredda e burocratica catena di montaggio, il Dottor Bruti incarnava l’essenza autentica del medico di famiglia di una volta, una figura vigile, sensibile e ben lontana dal ridursi a un semplice “firma ricette”.
Per lui la professione era una vera vocazione e ogni assistito non era un numero di cartella clinica, ma una persona da ascoltare, comprendere e tutelare con profonda empatia.
Quando si andava da lui, il suo stile unico lo si avvertiva subito, fin dalla sala d’attesa, al momento del proprio turno, infatti, non si bussava mai alla sua porta era lui stesso ad aprirti, con un sorriso e uno sguardo attento, e così faceva all’uscita, accompagnandoti fino alla soglia.
Un gesto che all’apparenza può sembrare un piccolo dettaglio, ma che al contrario restituisce tutta la misura della sua umanità, quel modo unico di accogliere il paziente ti faceva sentire subito custodito, trasmettendo la sicurezza e la protezione che solo un buon padre di famiglia sa dare.
Ma due episodi personali, tra i tanti, raccontano meglio di qualsiasi elogio chi fosse davvero e quanto la sua dedizione andasse ben oltre il semplice dovere professionale.
Il primo risale a diversi anni fa, quando mi trovavo a casa in convalescenza a seguito di un intervento chirurgico molto invasivo.
Colpito all’improvviso da una febbre molto alta, lo contattai telefonicamente per descrivergli i sintomi, la sua reazione fu d’un allarme immediato e commovente, non feci quasi in tempo a chiudere la chiamata che me lo ritrovai sulla porta di casa.
Mi somministrò subito il farmaco necessario e rimase al mio fianco per ben due ore, vigilando in silenzio e monitorando la situazione nell’eventualità di un peggioramento.
Un gesto di straordinaria presenza e umanità, di quelli che oggi non si dimenticano più.
Il secondo fatto dimostra quanto gli stesse a cuore la salute e la prevenzione dei suoi pazienti, persino a costo di superare la loro stessa ostinazione.
Avendo superato i cinquant’anni, continuavo a rimandare l’esame di controllo della prostata, un accertamento invasivo e tutt’altro che piacevole, sapendo bene quanto fossi restio e notando che le impegnative emesse restavano regolarmente ignorate, il Dottor Bruti decise di non lasciar correre, alla prima occasione in cui mi presentai in ambulatorio per una semplice ricetta, eseguì lui stesso il controllo prostatico direttamente in studio, senza darmi il tempo di esitare.
Il Dottor Bruti curava con la scienza, ma soprattutto con la presenza, la fermezza e una parola capace di restituire la tranquillità anche nei momenti più bui.
Oggi, entrare in quell’ambulatorio o alzare la cornetta sapendo che dall’altra parte non ci sarà più la sua voce rassicurante fa male al cuore, ci si sente un po’ più soli, un po’ più vulnerabili.
Resta però la gratitudine immensa per aver incrociato sul proprio cammino un uomo straordinario, che ha fatto della cura degli altri il senso stesso della propria vita.
Vorrei poterglielo dire ancora una volta, semplicemente grazie.
Grazie per le corse a casa mia nel momento del bisogno, per quelle fermezze d’altri tempi che mi hanno salvato la salute, per non avermi mai trattato come una pratica da sbrigare.
Insegnamenti e gesti d’amore per il prossimo che non andranno perduti, lei non ha curato soltanto i nostri corpi, Dottor Bruti, si è preso cura delle nostre vite e per questo non la dimenticheremo mai.
Alessandro Giacomini,
un riconoscente paziente.
