PINZOLO – ALZHEIMER FEST 2026 Quando a prendersi cura della memoria è una comunità intera

di Udalrico Gottardi

PINZOLO – ALZHEIMER FEST 2026 Quando a prendersi cura della memoria è una comunità intera

Ci sono malattie che entrano nella vita di una persona. E ce ne sono altre che, quasi senza bussare, entrano nella vita di un’intera famiglia. L’Alzheimer è una di queste: modifica abitudini e relazioni, porta via lentamente ricordi, parole e riferimenti e chiede a chi sta accanto alla persona malata di imparare ogni giorno un nuovo modo di esserci.
È da questa consapevolezza che nasce l’Alzheimer Fest 2026, che dal 23 al 26 settembre attraverserà le Giudicarie con appuntamenti a Condino, Tione e Pinzolo.
Il filo conduttore è racchiuso in una domanda concreta e provocatoria: come evitare, vivendo con la demenza, la “bancarotta” del cuore e del portafoglio? La risposta proposta è quella di costruire una vera Comunità Amica, perché nessuna famiglia dovrebbe essere lasciata sola ad affrontare un percorso tanto impegnativo.
Il programma, curato da Accogliamo l’Alzheimer insieme alla Provincia autonoma di Trento, ASUIT, Alzheimer Fest, Comunità delle Giudicarie–Spazio Argento, APSP di Pinzolo e UPIPA, inizierà mercoledì 23 settembre alla RSA di Condino, con l’inaugurazione della mostra fotografica “GeneRAzioni” di Luca Cistè.
Venerdì 25 settembre alle 20.30, al Cinema Teatro di Tione, andrà invece in scena “Lavanda”, spettacolo di Alla Ribalta che racconta, attraverso la storia di Viola e della nipote Leah, come un profumo possa improvvisamente riaprire una porta nei ricordi. In scena Elisa Salvini, con musica dal vivo di Riccardo Rea e regia di Jennifer Erika Miller. Interverrà anche Morena Scottini, referente della rete provinciale demenze.
Il cuore del Festival sarà però sabato 26 settembre a Pinzolo, con una giornata che coinvolgerà l’intero paese: dal Parco Ciclamino alla Biblioteca, dalle vie del centro all’APSP Abelardo Collini, fino al Paladolomiti.
Dalle 10 al Parco Ciclamino saranno presenti punti informativi e associazioni, servizi di assistenza, iniziative di prevenzione e lo Spazio Argento delle Giudicarie. Tra le proposte anche il laboratorio “Ruota del rischio. Come prevenire le demenze?”, biciclette accessibili, incontri dedicati alla ricerca neurocognitiva, musica e il Nordic Walking “Senza fretta. Un passo alla volta”.
La Biblioteca di Pinzolo diventerà uno degli spazi centrali della giornata. Qui si parlerà di Comunità amiche delle persone con demenza, mentre nel pomeriggio l’incontro “Curacari e carocure” affronterà uno dei temi più delicati: la fatica quotidiana dei caregiver, i costi dell’assistenza e la difficile conciliazione fra cura, lavoro e famiglia. Interverranno Nicola Vanacore dell’Istituto Superiore di Sanità, Monica Zambotti, Paolo Manganotti e un caregiver, con la moderazione di Massimo Giordani.
Le vie del paese ospiteranno inoltre “L’arte di ricomporre i pezzi”, con laboratori realizzati insieme a importanti musei e istituzioni culturali trentine: arte, memoria, racconti, immagini e oggetti diventeranno strumenti per riaccendere emozioni e relazioni.
All’APSP Collini ci saranno una caccia al tesoro che coinvolgerà negozi e ragazzi della catechesi, un torneo di burraco e, alle 16.30, “Poesia sonante”, con letture di Franca Grisoni, Massimo Migliorati, Giovanni Peli e Valeria Raimondi.
La conclusione sarà affidata anche ai giovani. Alle 20.15 al Paladolomiti, Michela Matteoli di Humanitas University parlerà di “Allenarsi da giovani per non perdersi da grandi”, un invito a comprendere come la prevenzione e la costruzione della riserva cognitiva comincino molto prima della vecchiaia. La serata sarà accompagnata dalla Bandina di Pinzolo e dalle majorettes Polvere di Stelle ASD.
Quella di Pinzolo sarà una tappa particolarmente significativa perché il 2026 segna i dieci anni dell’Alzheimer Fest, nato nel 2017 e oggi diventato una manifestazione itinerante che quest’anno raggiungerà 23 località italiane. Il motto del decennale è “L’unione fa la memoria”.
Ed è forse proprio questo il senso più profondo dell’appuntamento giudicariese.
Contro l’Alzheimer non bastano soltanto medici e medicine. Servono ricerca e diagnosi, ma anche servizi, associazioni, volontari, famiglie, caregiver e comunità capaci di non lasciare solo chi comincia a dimenticare.
Perché la memoria può indebolirsi. La persona no. E quando la memoria di uno diventa più fragile, può essere un’intera comunità a sostenerla.