Rosanna Polli, il ricordo della mia Preside

di Udalrico Gottardi

Rosanna Polli, il ricordo della mia Preside

Ci sono persone che, anche dopo molti anni, restano legate a un periodo preciso della nostra vita. Basta un nome, un volto, una voce, e improvvisamente tornano alla memoria luoghi, incontri, emozioni.
Per me, Rosanna Polli è una di queste persone. Era la fine degli anni Settanta quando la conobbi. Ero un giovane insegnante di Educazione artistica, da poco nominato su una cattedra tra Pinzolo e Spiazzo. Lei era la Preside. La ricordo ancora oggi con il suo sorriso luminoso e con quella risata spontanea, simpatica, capace di rendere più leggero anche un momento impegnativo. Era una presenza che si faceva notare, non per autorità ostentata, ma per il modo in cui sapeva stare fra le persone.
Quando però si entrava nel vivo del lavoro scolastico, Rosanna mostrava tutta la sua precisione e la sua professionalità. Nei consigli di classe era attenta, puntuale, preparata. Nulla sembrava sfuggirle.
Ma ciò che più mi è rimasto nel cuore era il suo modo di guardare agli alunni.
Dietro un voto, dietro una difficoltà, dietro un comportamento che poteva sembrare problematico, lei cercava sempre il ragazzo o la ragazza. Cercava di capire.
Ricordo bene certe discussioni fra noi insegnanti, quando non tutti eravamo d’accordo sul giudizio da dare a un alunno. Rosanna ascoltava, interveniva, chiedeva spiegazioni. Non si accontentava della prima impressione. Voleva sapere di più. Andava a fondo.
Quasi scavava nella storia di quel ragazzo, cercando un elemento positivo, una possibilità, un motivo per concedere ancora fiducia.
A volte sembrava quasi voler trovare fino all’ultimo un piccolo appiglio per poter dire: “Diamogli ancora una possibilità”.
Era questo, forse, uno dei tratti più belli del suo modo di essere Preside.
Non significava essere poco rigorosa. Al contrario. Rosanna conosceva bene il valore delle regole, dell’impegno e della responsabilità. Ma sapeva anche che la scuola non è fatta soltanto di programmi, voti e promozioni.
È fatta di persone.
E le persone hanno bisogno di essere comprese, ascoltate e qualche volta anche incoraggiate.
Con noi docenti sapeva essere vicina e comprensiva. Con i genitori era chiara e disponibile. Con gli studenti riusciva a mantenere quella giusta distanza che dava autorevolezza al suo ruolo, senza mai perdere il calore umano.
Sono passati molti anni da allora.
Molti ragazzi hanno attraversato i corridoi della Scuola Media di Pinzolo. Molti di loro saranno oggi adulti, forse genitori e nonni. E sono certo che, sentendo il nome di Rosanna Polli, qualcuno tornerà con il pensiero a quegli anni di scuola e ricorderà quella Preside sorridente, precisa, coerente, affabile e simpatica.
Per me resterà sempre qualcosa di più.
Resterà la mia Preside.
Una di quelle persone che hanno accompagnato un tratto importante della mia vita professionale e che, senza bisogno di grandi gesti, hanno lasciato un segno.
Oggi che Rosanna se n’è andata, resta il dispiacere del distacco. Ma resta soprattutto la gratitudine.
La gratitudine per averla conosciuta. Per aver lavorato con lei.
Per aver condiviso consigli di classe, discussioni, problemi, decisioni, ma anche sorrisi e momenti semplici della vita scolastica.
E forse è proprio questo il modo più bello per ricordare una persona: accorgersi, dopo tanti anni, che il suo sorriso è ancora lì, intatto, nella nostra memoria.
Ciao Rosanna, mia cara Preside.