UNA LUNGA VITA TRA MEMORIA, FAMIGLIA E COMUNITÀ
Margherita Rita Fedrizzi Scalfi si è spenta a 104 anni. Gli ultimi anni alla Casa per Anziani Abelardo Collini di Pinzolo
Centoquattro anni di vita significano attraversare più di un secolo di cambiamenti, ma soprattutto custodire una quantità straordinaria di ricordi, volti, affetti e storie.
Margherita Rita Fedrizzi, vedova Scalfi, si è spenta il 1° ottobre 2026 alletà di 104 anni. Negli ultimi anni era ospite della Casa per Anziani Abelardo Collini di Pinzolo, dove era conosciuta per il suo sorriso, la lucidità e la curiosità con cui continuava a interessarsi alla vita e alle persone.
Rita era nata a Coltura di Ragoli il 14 giugno 1922. La sua infanzia fu segnata presto dal dolore: rimase senza la mamma quando aveva appena due anni e crebbe con il padre e i fratelli.
Il padre aveva conosciuto anche la strada dellemigrazione, trascorrendo sei anni in America. E proprio al padre è legato uno dei ricordi più teneri della sua giovinezza. Rita avrebbe voluto andare a Milano a servire, come facevano allora molte ragazze delle vallate. Quando lo disse, però, suo padre si mise a piangere.
Lei raccontava semplicemente: «E allora sono rimasta qui». Poche parole che sembrano appartenere a un altro mondo, e che raccontano bene il valore attribuito allora alla famiglia, ai legami e alla vicinanza.
Rita sposò Dino Scalfi e costruì a Preore la propria famiglia. Ebbe i figli Claudio e Roberto e vide poi crescere intorno a sé nipoti e pronipoti.
Nel luglio 2022, al compimento dei cento anni, aveva accolto quel traguardo quasi con stupore: non avrebbe mai immaginato, diceva, di raggiungere unetà simile. Era rimasta anche lultima dei suoi 23 coscritti di Ragoli.
Nel corso della sua lunghissima esistenza vide cambiare profondamente il mondo. Attraversò gli anni difficili della guerra e del dopoguerra, conobbe la vita semplice e faticosa delle comunità di montagna e assistette poi allarrivo del benessere, della televisione, dellautomobile, del telefono, fino ai mezzi di comunicazione di oggi.
Ma Rita non fu soltanto testimone del tempo che passava. Viene ricordata anche come cofondatrice del Circolo Pensionati e Anziani di Preore, segno di unattenzione concreta verso la comunità e verso le persone anziane.
Anche negli ultimi anni trascorsi a Pinzolo non aveva smesso di interessarsi al suo paese. Chi andava a trovarla raccontava che voleva sapere cosa succedeva a Preore e che conservava una memoria e una lucidità davvero non comuni.
Durante il funerale è stata ricordata proprio questa sua forza interiore, insieme alla fede che laveva accompagnata lungo il cammino. Una fede vissuta con semplicità e riconoscenza, nonostante le difficoltà incontrate fin dallinfanzia.
La famiglia ha voluto rivolgere un particolare ringraziamento al dottor Augusto Gallucci e a tutto il personale della Casa per Anziani Abelardo Collini per le cure e lattenzione riservatele.
Rita lascia i figli Claudio e Roberto con Elda, le nipoti Chiara, Roberta e Giulia e i pronipoti Asia, Pietro, Marco, Adele, Giacomo e Arianna.
Quando una persona arriva a 104 anni, il numero colpisce inevitabilmente. Ma, guardando alla vita di Rita, ciò che resta non è soltanto la sua eccezionale longevità.
Resta limmagine di una donna capace di attraversare epoche diversissime senza perdere il legame con la famiglia, la fede, la comunità e linteresse per la vita che continuava a scorrere attorno a lei.
E forse è proprio questo il ricordo più bello da conservare.
