TIONE – Inaugurato il Cantiere Famiglia: una porta aperta all’ascolto e alla speranza

di Udalrico Gottardi

TIONE – Inaugurato il Cantiere Famiglia: una porta aperta all’ascolto e alla speranza

Dieci volontari preparati saranno a disposizione delle famiglie delle Giudicarie. Un progetto nato dalla sensibilità della comunità ecclesiale e dalla collaborazione tra parrocchia, associazioni e volontariato.

 A volte, nei momenti difficili della vita, ciò di cui si sente maggiormente il bisogno non è tanto una risposta immediata, quanto trovare qualcuno disposto ad ascoltare. Una persona con cui condividere preoccupazioni, incomprensioni e difficoltà che possono attraversare la vita familiare.

È proprio da questa consapevolezza che nasce il Cantiere Famiglia di Tione, inaugurato sabato 10 ottobre alla presenza di una quarantina di persone, tra rappresentanti della comunità ecclesiale, amministratori e volontari impegnati nelle diverse realtà associative delle Giudicarie.

Alla cerimonia sono intervenuti don Celestino Riz, don Sergio Nicolli, il sindaco di Tione Eugenio Antolini, don Mattia Vanzo, delegato dell’Area Annuncio della Diocesi di Trento, presente in rappresentanza dell’arcivescovo Lauro Tisi, e don Daniel Romagnuolo, che ha portato l’esperienza avviata in Rotaliana. Presenti anche Enrica Rigotti e Franca Gamberoni, esponenti del Cantiere Famiglia di Rovereto.

Un progetto maturato nel corso di due anni, sostenuto con particolare convinzione da don Sergio Nicolli, sacerdote da tempo in pensione, ma sempre attento alle problematiche delle famiglie e alle fragilità che attraversano anche il territorio giudicariese.

Nel suo intervento don Sergio ha ricordato quanto sia importante, soprattutto oggi, offrire luoghi nei quali le persone possano sentirsi accolte e trovare qualcuno capace di ascoltarle senza giudicare. Chiedere aiuto non deve essere motivo di vergogna, ma può rappresentare il primo passo per affrontare una situazione difficile.

La nuova sede è ospitata in locali di proprietà della parrocchia di Tione, messi a disposizione grazie alla sensibilità e alla collaborazione di don Celestino Riz, in spazi condivisi con altre realtà di servizio, tra cui Cinformi e Caritas.

Importante, durante la preparazione del progetto, anche il contributo dell’assistente sociale Chiara Gottardi, impegnata a favorire il coordinamento tra le diverse realtà del volontariato e dei servizi presenti sul territorio.

Da Rovereto, dove il Cantiere Famiglia ha iniziato la propria esperienza nel 2012, Enrica Rigotti ha portato un messaggio di incoraggiamento, mentre Franca Gamberoni, referente operativa, ha illustrato le modalità concrete del servizio: dal primo contatto telefonico all’appuntamento, fino all’accoglienza e all’ascolto delle persone che chiedono un sostegno.

Particolare attenzione viene riservata alla formazione permanente dei volontari, chiamati a costruire relazioni di fiducia nel rispetto della sensibilità e della storia personale di ciascuno.

È stato ricordato anche don Daniel Romagnuolo, che ha avviato un cammino simile intrapreso in Rotaliana, sottolineando l’importanza di individuare persone disponibili e preparate a svolgere questo delicato servizio.

Don Celestino Riz ha ricordato le prime fasi del progetto, maturato attraverso un percorso di collaborazione e di confronto, esprimendo soddisfazione per il traguardo raggiunto.

Il sindaco Eugenio Antolini ha evidenziato il valore sociale dell’iniziativa: saper intercettare i bisogni, anche quelli meno visibili, significa contribuire alla costruzione di una comunità più attenta e solidale.

Particolarmente significativo l’intervento di don Mattia Vanzo, che ha espresso gratitudine a quanti hanno creduto in questa nuova esperienza. Nel suo intervento ha richiamato il messaggio di Papa Francesco nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, dedicata all’amore nella famiglia, e l’insegnamento di san Paolo a fare propri i sentimenti di Cristo.

Un richiamo al valore dell’accoglienza e della vicinanza, che trovano nell’ascolto e nell’accompagnamento delle persone una concreta espressione della carità cristiana.

Durante l’incontro sono intervenuti anche alcuni volontari, che hanno raccontato le motivazioni della loro scelta. È emerso come le relazioni che nascono dall’incontro con gli altri rappresentino una ricchezza reciproca, una sorta di benzina capace di alimentare l’entusiasmo e il desiderio di continuare a mettersi al servizio delle persone.

La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita da don Sergio Nicolli, affiancato da don Celestino Riz, e con un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Saranno dieci i volontari appositamente preparati che offriranno la loro disponibilità nel nuovo Cantiere Famiglia di Tione.

Una realtà che si affaccia ora sul territorio delle Giudicarie con l’auspicio di diventare un punto di riferimento per le famiglie e di inserirsi positivamente nella rete delle associazioni e dei servizi già presenti.

Perché, qualche volta, per ritrovare fiducia e speranza, basta sapere che esiste una porta alla quale bussare e qualcuno disposto ad ascoltare.