Benedizione della statua di S. Pietro a Giustino

di Claudio Cominotti

Benedizione della statua di S. Pietro a Giustino

La statua di S. Pietro restaurata e posta nella sua nicchia sulla facciata a est della casa di Leonello Frizzi, a Giustino, in via Alessandro Manzoni, 40, domenica 5 luglio è stata solennemente benedetta in occasione delle iniziative, religiose e civili, legate alla sagra patronale, appunto di S. Pietro.

La processione che tradizionalmente vede la grande statua del patrono, collocata nella chiesa di Giustino, attraversare le vie del centro abitato, quest’anno è stata eccezionalmente deviata col consenso del celebrante, mons. Lauro Tisi, facendola “incontrare per la prima volta con il piccolo S. Pietro di Leonello” come ha enunciato nel suo significativo discorso, in cui il vescovo di Trento ha inserito piacevoli digressioni.

Lorenzo Frizzi, conosciuto col soprannome “Frizùn”, papà di Leonello, spiegava al figlio l’origine della proprietà del S. Pietro, attribuendola ad un acquisto all’incanto (asta, gara pubblica ad alta voce che aggiudica al miglior offerente) di suo padre Bortolo, che la collocò nella nicchia ricavata nella parete della sua casa dalla parte dell’entrata, dove ancora è posta.

Si può ipotizzare che la statua di S. Pietro sia stata sostituita da quella attuale, a grandezza naturale, nella circostanza dei grandi lavori di demolizione e ampliamento del presbiterio della chiesa di Giustino, che terminarono nel 1862.

Ai nostri giorni la statua mostrava di notevoli screpolature, scrostamenti e alterazione dei colori. Leonello dunque ha pensato che non poteva ignorare la sua triste condizione. Si rivolse all’abile artista scultore Elio Dal Pont, che con perizia e dedizione in poco tempo ne sistemò i danni. Seguì il lavoro della pittrice Alessia Segala, esperta in restauri e profonda conoscitrice anche di opere d’arte lignee.

Con passione ha provveduto alla pulitura e sverniciatura usando bisturi, spatoline e spugne, riportando alla luce le tinte originali, che ha di nuovo restituito agli elementi che compongono la statua.

Infine la nicchia che la ospita statua è stata ripulita, rintonacata, tinteggiata e dotata di una cornice lignea con una protezione trasparente adatta.

Un plauso meritato a Leonello che ha fatto restaurare la sua opera di arte sacra. Il suo esempio potrebbe essere di stimolo a salvare quelle opere pittoriche che purtroppo rischiano di svanire per l’incuria da parte dei proprietari.