GIUDICARIE – I giorni della merla e l’inverno che cambia
Secondo la tradizione popolare, gli ultimi tre giorni di gennaio – il 29, 30 e 31 – sono conosciuti come i giorni della merla, ritenuti i più freddi dell’anno. Un sapere antico, nato dall’osservazione della natura, che per secoli ha accompagnato la vita delle comunità trentine, scandendo il ritmo delle stagioni e del lavoro nei campi.
Quest’anno, però, la consuetudine sembra essere rimasta in attesa. Il grande freddo non è arrivato, le temperature si sono mantenute miti e l’inverno ha mostrato un volto insolitamente discreto.
Una situazione che sorprende, soprattutto chi è cresciuto con l’idea che questi giorni fossero un passaggio obbligato verso la fine del gelo.
Al di là dell’ironia – viene quasi da dire che “la merla abbia scioperato” – il dato invita a una riflessione più profonda. Il cambiamento climatico non modifica soltanto i paesaggi o le abitudini, ma mette in discussione anche quei riferimenti popolari che hanno a lungo rappresentato una bussola per il tempo e per la memoria collettiva. Ricordo che da ragazzo – intorno agli anni ’60 – alzarsi la mattina con i ‘fiori’ sui vetri di camere molto fredde e vedere il termometro che segnava 12 o 15 gradi sotto lo zero era consuetudine e andare a scuola scavalcando le ‘montagne’ di neve poi era un divertimento!
Forse i proverbi non mentono: restano lì, fedeli, a ricordarci com’era il mondo.
È il tempo, oggi, ad aver imparato nuove strade, lasciando a noi il compito di ascoltarle con attenzione e rispetto.
