I Miti e le leggende della Val Rendena hanno incontrato il tango in un insolito connubio di suggestioni ed armonia
Il tango? In un contesto alpino, tra montagne incombenti, valli profonde abitate da miti e leggende e da uomini e donne che vivono tra neve e ghiaccio? Una roba lunare! Vero che oggi tutto il mondo è paese, ma la stessa distanza, anche geografica tra la calura dei paesi latino-americani e i nostri climi alpestri, pare davvero abissale. E invece domenica 19 aprile, alle Scuderie Lodron Bertelli di Caderzone Terme tutto pareva in armonia: la danza con le mani abbracciate alla roccia dei nostri grandi alpinisti, Bruno Detassis e Cesare Maestri, ed il “paso doble” dei ballerini con i brani della Banda Comunale di Caderzone e ancora gli “adelante/atràs con le streghe e i diavoli delle leggende di Val Genova. Per non parlare della riedizione scenica della Danza Macabra dei Baschenis, forse la suggestione più forte della serata, quando musiche, costumi e movenze hanno lasciato a bocca aperta anche i più scettici tra il pubblico che ha riempito la sala.
A unire magistralmente tutti questi elementi Lorenza Ventura, autrice e filo conduttore dello spettacolo: “Una “geometria connessa” la verticalità delle pareti e l’orizzontalità della pista da ballo l’impeto della scalata e l’intimità dell’abbraccio nel tango, sono entrambi uniti nella tensione e nel respiro- scandisce Lorenza, rapita da un’autentica passione per il tango, una molla la passione, che spesso riesce a muovere il mondo”
Visibilmente commossa, ma efficace Jalla Detassis, puntuale nel racconto, ha ricordato
l’indissolubile intesa tra Bruno Detassis e la moglie Nella Cristian, prima maestra di sci d’Italia e campionessa di nuoto. E’ toccato poi al figlio Gian ripercorrere l’arrivo di Cesare Maestri e della moglie Fernanda a Madonna di Campiglio, dove il Ragno delle Dolomiti ha sfoderato tutta la potenza di quell’istinto verticale primordiale che lo vedeva scendere e salire come nessuno mai.
Applauditissima la Banda di Caderzone, pareva quasi un’orchestra, che in quella “Cumparsita” finale ha sancito la consonanza di quello strano connubio “tango-montagna” così difficile persino da immaginare, ma inutile dire che tutto questo non sarebbe accaduto senza la bravura degli allievi dell’Academia de Tango di Arco e del maestro e coreografo Graziano Paissan.
In prima fila ad applaudire il sindaco Marcello Mosca e l’assessora Flavia Frigotto, naturalmente sostenitori della kermesse insieme alla Pro Loco.

