Taglio del nastro per la scuola media di Cavezzo

di Comunità Giudicarie

Realizzata in soli 40 giorni, la nuova scuola di Cavezzo è stata inaugurata domenica grazie all’impegno della Comunità delle Giudicarie che si è assunta l’onere di lanciare e portare avanti l’iniziativa di solidarietà coordinando la raccolta fondi e la ricostruzione dell’istituto.

TAGLIO DEL NASTRO PER LA SCUOLA MEDIA DI CAVEZZO,
IL PROGETTO DI SOLIDARIETA’ NATO GRAZIE ALL’IMPEGNO DELLA COMUNITA’ DELLE GIUDICARIE

“Un’emozione essere qui davanti a questi ragazzi – ha detto la presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini -, vedere la gioia con la quale ci hanno accolto e poter consegnare loro una scuola, affinchè la comunità di Cavezzo possa ripartire dopo il terremoto di maggio, proprio dai suoi giovani e dalla cultura”.

Dove fino ad agosto non c’era altro che un campo di grano, oggi sorge una scuola di 1240 metri quadri, su un unico piano, interamente in legno, antisismica, e in grado di ospitare circa 300 ragazzi Una delegazione di circa 250 di giudicariesi, rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo trentino, insieme alla presidente della Comunità delle Giudicarie e del Comitato “Insieme, una scuola per Cavezzo” Patrizia Ballardini e al presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai, ha inaugurato, domenica 25 novembre, la scuola primaria di secondo grado Dante Alighieri, a Cavezzo, centro del modenese gravemente colpito dal sisma del maggio scorso. La Comunità delle Giudicarie, con i suoi amministratori, i ragazzi e le ragazze delle associazioni sportive, i vigili del fuoco, la fanfara degli alpini di Pieve di Bono, il gruppo Folk di Caderzone Terme, la Banda dell’Istituto Lorenzo Guetti di Tione, il Coro Croz da la Stria di Spiazzo, gli esponenti della protezione civile trentina e degli alpini e gli allievi dei vigili del fuoco, hanno portato un pezzo del grande cuore Trentino a Cavezzo, in Emilia Romagna, e con esso le chiavi d’entrata della Scuola primaria di secondo grado Dante Alighieri, il grande dono che la Comunità delle Giudicarie ha voluto fare a quella emiliana, gravemente colpita dal terremoto del maggio scorso.

“Un momento importante nel quale l’autonomia del Trentino si rivela nella sua anima vera, fatta di responsabilità e solidarietà – ha detto la presidente Patrizia Ballardini – Sono orgogliosa di poter dire che questo risultato è stato raggiunto tutti assieme. La solidarietà ha vinto ancora e ha saputo tracciare ponti fra la comunità trentina e quella di emiliana. Questo è davvero un segnale forte ed importante, ancora più in un momento di crisi economica e sociale. Un ringraziamento a tutti
coloro che hanno dato un contributo, in primis ai Sindaci delle Giudicarie, che oggi sono qui al mio fianco. Insieme a loro voglio ringraziare in particolare l’Assessore Olivieri, motrice di questo progetto e l’Arch Polla (responsabile dell’ufficio tecnico della Comunità), che ha gestito con passione e professionalità la direzione lavori".

Al fianco della Presidente, l’assessore Luigi Olivieri, vicepresidente del Comitato “insieme, una scuola per Cavezzo” e Assessore alle Politiche Sociali e Sanità della Comunità delle Giudicarie, colui che più di tutti ha creduto sin dall’inizio e si è speso in un sogno che pareva un’utopia per i tempi ristretti a disposizione e le ingenti risorse necessarie alla realizzazione. “Un grande ringraziamento va a chi si è impegnato in questo cantiere – ha commentato un emozionato Olivieri -, ai progettisti e agli operai che hanno lavorato a spron battuto per consegnare la scuola, a Maurizio Polla, responsabile dell’ufficio tecnico della Comunità che ci ha messo le competenze, ma soprattutto il cuore”. In un passaggio significativo del suo intervento, l’assessore ha ricordato che: “La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica, così recita l’art. 1, comma 1°, dello Statuto delle studentesse e degli studenti della Repubblica Italiana. Penso che per Cavezzo la ricostruzione delle scuole in tempi così rapidi sia veramente significato un rialzarsi, un fare di nuovo quello che il terremoto aveva distrutto, riprendere quel cammino comunitario e di fattivo lavoro che da sempre contraddistingue il popolo emiliano”.
In 40 giorni, dal 2 ottobre all’11 novembre, la ditta giudicariese Ille Prefabbricati Spa ha ultimato l’edificio in legno destinato ai 230 bambini di Cavezzo, ma in grado di ospitarne fino a 250. Una superficie di 1240 m², un costo complessivo di 1 milione e 300mila euro, per un immobile che ospita: 10 classi per lo svolgimento delle lezioni, un’aula multimediale, un laboratorio di informatica, due laboratori di chimica/fisica, due locali di deposito, un impianto informatico, un’aula di arte, un’aula per i ragazzi diversamente abili, una biblioteca, uffici e sevizi.

I festeggiamenti per l’inaugurazione della nuova scuola di Cavezzo sono iniziati nella mattinata di domenica con l’arrivo dell’allegra delegazione trentina in Emilia. I polentèr di Storo hanno acceso i focolari, le mamme dei ragazzi di Cavezzo hanno sfornato lo gnocco emiliano, il coro, la banda, il gruppo folk hanno suonato e ballato per una mattinata di solidarietà e fratellanza fra la comunità trentina e quella emiliana. Le celebrazioni sono entrate nel vivo nel primo pomeriggio quando, in sfilata per le vie di Cavezzo, ancora evidenti i segni del sisma che ha danneggiato la gran parte del paese, la delegazione trentina è arrivata alla nuova scuola, ad attenderli una folla di genitori e cavezzani, le autorità locali, i ragazzi raggruppati nel cortile dell’istituto. I giovani studenti hanno intonato l’inno di Mameli, poi una serie di canti e la lettura di pensieri, speranze e ringraziamenti per esprimere la loro gratitudine: “ è stata una fortuna aver trovato chi ci ha dato una mano quando siamo rimasti senza casa“, e ancora: “Grazie per aver permesso ai nostri sogni di prendere il largo. In questo tempo in cui sperare non è facile e la gioia è come se volasse via, voi ci avete dato una speranza”, a scandire i pensieri l’Inno alla Gioia, i Carmina Burana, Bridge over troubled water di Simon&Garfankel.

Dall’emozione dei bambini a quella degli amministratori, schierati davanti alle porte della nuova scuola, il taglio del nastro è stato davvero, come si è augurata la presidente della Comunità delle Giudicarie Patrizia Ballardini “un gioioso e autentico gemellaggio istituzionale tra la nostra Comunità e il Comune di Cavezzo”.

“È giunto il tempo di darci la mano, fra nord, centro e sud – le ha fatto seguito il presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai, intervenuto fin dalla mattina all’inaugurazione della
Dante Alighieri – a partire dai valori di solidarietà e di responsabilità che in questa situazione e in altre, come l’Abruzzo, abbiamo visto. Ed è proprio a partire da casi come questo che vediamo come il nostro Paese sia migliore di come lo rappresentiamo, sotto le macerie di quello che abbiamo lasciato alle nostre spalle ci sono le virtù vere, ci sono la laboriosità e l’amicizia che ci devono unire".

L’assessore all’istruzione della regione Emilia Romagna Patrizio Bianchi ha ricordato il dramma del terremoto, quando 70mila ragazzi sono rimasti senza classe e il compito enorme della regione per riportarli al più presto nelle aule. "Le nostre due comunità – ha proseguito il sindaco di Cavezzo Stefano Draghetti – si sono unite in uno sforzo comune, siamo partiti da una tragedia che ci ha toccato da vicino e abbiamo trovato tante istituzioni e soggetti che ci hanno aiutato: ora non vogliamo fermarci qui, ma completare il polo scolastico". Un futuro che il gruppo RCS-Corriere della Sera e il Tg La7 si sono impegnati a far diventare realtà: Giangiacomo Schiavi, vicepresidente RCS-Corriere della Sera, ed Enrico Franco, direttore del Corriere del Trentino, hanno presentato i progetti dei tre gruppi di architetti incaricati da Renzo Piano per lo studio del completamento del polo scolastico di una palestra, un parco con auditorium/sala polivalente e l’ampliamento delle scuole elementari con la creazione di laboratori attrezzati. Da ultimo, il parroco di Cavezzo, Don Giancarlo Dallari, ha benedetto l’edificio, ricordando i tanti campeggi passati in Trentino, “la montagna per eccellenza per noi modenesi”.

Oltre ai 450mila euro raccolti dalla Comunità delle Giudicarie con i sindaci, le casse rurali, il Parco Adamello Brenta, i Bim del Sarca e del Chiese, la Famiglia Cooperativa di Pinzolo, la Cooperativa Risto3, il Golf Club Val Rendena, la Comunità della Alta Valsugana e Bernstold, hanno partecipato anche enti non trentini alla colletta, come Cariparma, che ha donato 250mila euro, il gruppo cacciatori di Modena1,2e3, e la Gazzetta di Parma.

Per i giovani studenti della Dante Alighieri e per tutti i residenti a Cavezzo, le Funivie di Madonna di Campiglio e le Funivie di Pinzolo hanno garantito il giornaliero per la prossima stagione invernale al prezzo da residenti, a significare una vera e propria accoglienza della comunità di Cavezzo in Giudicarie.

Dopo il taglio del nastro, i ragazzi e la comunità di Cavezzo sono entrati per la prima volta nella nuova scuola, dove campeggia una targa con i nomi di tutti coloro che hanno partecipato al progetto di solidarietà e una frase di Dante Alighieri, scelta dalla dirigente dell’Istituto emiliano Vera Contini: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Un monito e un augurio ai giovani studenti di Cavezzo, che hanno ricevuto una scuola come primo passo per ricominciare e lasciarsi alle spalle le distruzioni del terremoto.