TIONE – Le croci del mondo nella Via Crucis di “Vite Intrecciate”
Dalla tragedia dei migranti nel Mediterraneo ai bambini con disabilità seguiti in Perù. Sono alcune delle storie di sofferenza del nostro tempo richiamate nella Via Crucis proposta dalla realtà di Vite Intrecciate nella chiesa arcipretale di Tione.
La celebrazione ha intrecciato il racconto evangelico della Passione con testimonianze e vicende contemporanee. Tra queste il lavoro della missionaria trentina Daniela Salvaterra accanto a bambini e giovani con disabilità in Perù, ma anche drammi più vicini come il suicidio di un ragazzo di quindici anni e la storia del piccolo Alberto, morto a causa di un tumore in tenera età.
Le meditazioni hanno invitato a leggere queste sofferenze alla luce della Pasqua. «Coraggio, fratello che soffri – recita uno dei testi – non angosciarti: la tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre collocazione provvisoria». Un richiamo alla speranza cristiana della resurrezione.
Dalle riflessioni è emerso anche un invito concreto: stare accanto a chi soffre significa mettere il Vangelo al centro della vita personale e comunitaria. La fede, ricordano i testi, non può limitarsi ad accettare la propria croce, ma deve anche «schiodare tutti coloro che vi sono appesi», liberando gli oppressi e spezzando le catene dell’ingiustizia.
La Via Crucis di Vite Intrecciate ha già fatto tappa in diverse comunità: Arco, Cogolo, Cavedine, Pinzolo, Ponte Arche e Tione, oltre a Castel Goffredo (Mantova) e Marcena di Rumo.
Il cammino proseguirà nelle prossime settimane con nuove tappe: Condino venerdì 20 marzo, San Bernardo di Rabbi lunedì 23, Praso venerdì 27 e Solteri (Trento) lunedì 30 marzo.
Un percorso spirituale che invita a guardare le ferite del mondo alla luce della Pasqua, perché – come ricorda una delle meditazioni – il giorno della resurrezione è quello in cui «i macigni rotolano via dall’imboccatura dei sepolcri» e la speranza torna a correre tra gli uomini.
