TIONE – L’ESTATE NON È ANCORA FINITA, MA ALL’ORATORIO SI PENSA GIÀ AL NATALE
Il gruppo NOI riapre il Laboratorio Presepe: da sei anni molti appassionati costruiscono insieme la Natività per la chiesa di Tione
Udalrico Gottardi
Non è ancora terminata l’estate e c’è già chi pensa all’inverno, e soprattutto al Natale. È il caso del gruppo NOI dell’Oratorio di Tione che, mentre settembre conserva ancora il sapore della bella stagione, ha già cominciato a guardare avanti, mettendo sul tavolo idee e progetti per il Presepe 2026.
Un appuntamento ormai diventato tradizione e che, da sei anni, riunisce donne, uomini e ragazzi attorno a un progetto capace di unire creatività, manualità e voglia di stare insieme.
Ci sono tradizioni che si conservano ripetendole e altre che, per rimanere vive, ogni anno si reinventano. È quanto accade proprio all’Oratorio di Tione, dove il gruppo si ritrova per progettare e costruire insieme il presepe che, nel periodo natalizio, viene poi allestito in una cappella laterale della chiesa di Tione.
Non si tratta semplicemente di preparare una scenografia per il Natale. Il Laboratorio Presepe è diventato nel tempo un’occasione di incontro, collaborazione e condivisione, nella quale persone di età ed esperienze diverse mettono a disposizione idee, manualità, fantasia e soprattutto il piacere di stare insieme.
Ogni anno si riparte praticamente da zero, con un nuovo progetto e un nuovo presepe. Tutto viene realizzato artigianalmente, utilizzando anche materiali semplici che, nelle mani dei partecipanti, assumono forme e aspetti sorprendenti.
È il caso dello styrodur, materiale leggero che, opportunamente tagliato, inciso, scolpito e dipinto, può trasformarsi in una vecchia trave di legno, in una parete di pietra, in sassi oppure nei conci di un portale. Poi arrivano i piccoli particolari, le ambientazioni, le case e tutti quegli elementi che, uno dopo l’altro, danno vita alla scena della Natività.
Una tecnica affinata anno dopo anno, come testimoniano le realizzazioni delle passate edizioni, che hanno raggiunto un livello di cura e qualità capace di sorprendere per la ricchezza dei particolari e il realismo delle ambientazioni.
Ma forse l’opera più importante nasce ancora prima che il presepe sia terminato. Nasce attorno ai tavoli dell’oratorio, mentre si lavora fianco a fianco, ci si confronta su una soluzione, qualcuno insegna una tecnica e qualcun altro porta un’idea nuova.
Il presepe diventa così anche un piccolo laboratorio di relazioni umane e sociali, nel quale l’esperienza degli adulti incontra la curiosità e la creatività dei più giovani. E, qualche volta, sono proprio i più giovani ad aprire la porta agli adulti.
Lo racconta bene un episodio che risale al 2021, anno ancora fortemente segnato dalla pandemia. Fu allora che due nipoti rivolsero al nonno un invito semplice e spontaneo: «Nonno, perché non vieni anche tu? Stiamo facendo il nuovo Presepe per la Chiesa!».
Quell’invito venne accolto quasi per curiosità. Una volta entrato nel laboratorio, però, lo stupore fu immediato davanti alla qualità del lavoro e a ciò che quel gruppo riusciva a creare partendo da materiali poveri e tanta fantasia. Erano ancora i mesi delle mascherine e delle precauzioni legate al Covid, ma attorno ai tavoli dell’oratorio non mancavano entusiasmo, voglia di fare e desiderio di stare insieme. Da quell’esperienza nacque una partecipazione destinata a continuare negli anni.
È anche attraverso episodi come questo che si comprende come il laboratorio sia diventato qualcosa di più di un semplice appuntamento artigianale: un luogo in cui le generazioni si incontrano, si scambiano competenze e si trasmettono entusiasmo.
Con l’avvicinarsi del Natale 2026 l’esperienza è pronta a ripartire. Da martedì 15 settembre, all’Oratorio di Tione, il laboratorio riaprirà le porte anche a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questa attività.
Non occorre essere artisti o artigiani esperti: lo spirito dell’iniziativa è proprio quello di imparare facendo e scoprire capacità magari mai messe alla prova.
L’invito scelto dagli organizzatori lo dice con semplicità: «Vieni a provare anche tu! Scopri l’artista che c’è in te».
Da quel primo incontro comincerà ancora una volta un percorso fatto di idee, mani al lavoro e tante ore trascorse insieme. Alla fine, nella chiesa di Tione, ci sarà un nuovo presepe. Ma dietro quelle pietre, quelle case e quei piccoli particolari realizzati a mano ci sarà qualcosa che non si vede immediatamente: sei anni di incontri, amicizie, collaborazione e comunità.
Ed è forse proprio questo il significato più bello di un presepe costruito insieme.
