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Sarca di Nambrone, un 'affare' privato




09.08.2012, di Domenico Sartori (letto 2784 volte)

Č un piccolo angolo di paradiso, non fosse - è l’unica pecca - per il rumore delle auto in transito sulla statale a monte che da Pinzolo porta a Madonna di Campiglio. Su questo angolo di paradiso, in località Cinglo, comune di Carisolo, poche centinaia di metri a valle del ponte Pimont sul Sarca di Nambrone, s’è consumata l’ennesima pubblica sconfitta: una centrale idroelettrica che fu pubblica è diventata un affare privato. Con il paradosso che i privati, in passato, avevano pure sollecitato i Comuni di Carisolo e Pinzolo, l’altro comune rivierasco, ad agire assieme. L’affare ha una doppia anima: una prettamente d’impresa, orientata alla redditività dell’investimento.
Riassunta in una cifra: CG Energia srl, che raccoglie i soggetti privati, una volta ultimata, entro l’anno, la riattivazione della «centrale di Nambrone», come la chiamano a Carisolo, potrà produrre, in media, 4.195.252,90 kWh annui. Tradotto in euro, al valore stabilito venerdì scorso dal decreto del Governo Monti sulle energie rinnovabili, vuol dire un ricavo annuo di circa 630 mila euro. La seconda anima, di indubbio interesse, è quella cultural-ambientale. Camillo Gallazzini, imprenditore di Villa Rendena e amministratore unico di CG Energia, assieme al padre Mario, vero ideatore del progetto di riattivazione della centrale - fu proprio Mario Gallazzini a tentare di convincere in passato i Comuni ad investire sulla vecchia centrale - spiega: «Nell’edificio centrale, ristrutturato, al pian terreno ci saranno le nuove turbine, al piano sopra un museo dell’idroelettrico con la vecchia turbina «Fransis» restaurata, la proiezione multimediale del funzionamento della centrale, sul tetto il fotovoltaico e, attorno, un percorso didattico-naturalistico che sale alla vecchia vasca di accumulo e segue nel bosco la vecchia condotta di granito».
Gallazzini conta di mettere in rete il futuro museo-centrale con l’antica vetreria di Carisolo, e di aprirlo alle visite guidate.
L’abbattimento della vecchia cabina idroelettrica della Set ed i lavori di recupero dell’edificio centrale e degli esterni, già lo si vede, cambieranno il volto di questo angolo di paradiso, oggi in parte abbandonato. La vecchia centrale è datata maggio 1901, quando l’allora Officina Elettrica Industriale Alta Rendena ottenne dal Capitanato distrettuale di Tione il diritto a derivare e a produrre energia elettrica per Pinzolo, Carisolo, Giustino e Massimeno. «Poche candele che servivano soprattutto per illuminare le stalle» racconta
Camillo Gallazzini che s’è laureato in economia con una tesi sulla gestione delle risorse idriche a livello locale, studiando il caso Rendena. Dopo la trasformazione in Consorzio Elettrico di Pinzolo, nel 1965 la centrale passa all’Enel, che la dismette nel 1986 rinunciando alla derivazione. Il resto è storia recente. Dalmazia Trieste spa, la società costituita per gestire gli immobili Enel, la mette sul mercato nel giugno 2007 con annunci sui giornali nazionali. La miglior offerta di acquisto è quella di Valter Bonomi, immobiliarista di Pinzolo, per conto della costituenda Nambrone srl. Affare fatto: al rogito, i 232 mq della vecchia centrale vengono acquistati per 240 mila euro.
Nambrone srl, che all’epoca possiede il 100% di CG Energia srl, ha tre soci: la Ma Immobiliare srl di Villa Rendena (di Marco e Aldo Gallazzini) al 25%; la Acam srl di Villa Rendena (di Camillo e Mara Gallazzini) e la Sirefid spa società fiduciaria di Milano, che possiede metà del capitale. Chi si cela dietro la fiduciaria? In Rendena è tutto un fiorire di ipotesi, ma la riservatezza è garantita. Sia la Nambrone srl che la CG Energia srl, che a fine maggio ha incorporato la controllante, hanno sede a Preore, in via Serafini 17, dove risiede Michele Ballardini, commercialista collaboratore dello studio di William Bonomi, sindaco di Pinzolo. Ed è Ballardini a rappresentare, nelle assemblee di bilancio, la fiduciaria Sirefid. Le quote dei tre soci sono in pegno a Cassa Centrale Banca spa che ha finanziato l’operazione, garantita da ipoteche sul bene per 3,375 milioni. Agli atti, in municipio a Carisolo, c’è la nota (gennaio 1987) con cui Enel trasmetteva il contratto di preliminare di vendita della centrale di Nambrone al Comune, ci sono il progetto dell’ingegner Gastone Cominotti di riattivazione dell’impianto, la corrispondenza con il Servizio acque pubbliche per la richiesta di concessione. Fatto di rilievo: anche il Comune di Pinzolo e la spa Funivie di Pinzolo presentarono all’epoca richiesta di derivazione. Ma, stranamente, nel 1994, rinunciarono ad attivare la procedura di Via per dare corso al progetto. E tutto decadde. Poi, nel gennaio 2008, il Comune di Carisolo, sindaco Diego Tisi, ripresentò l’istanza alla Provincia, archiviando però la pratica, «visti i tempi ristretti», il 9 aprile successivo. Una settimana dopo, il 16 aprile 2008, a chiedere, e poi ad ottenere nell’ottobre 2011, la concessione idroelettrica era invece CG Energia. Affare fatto, appunto.

Domenico Sartori - "L'Adige" venerdì 13 luglio 2012

Il Sindaco di Carisolo Arturo Povinelli: "Un'occasione persa".
«Un’occasione persa. Andrebbe chiesto conto a chi ha gestito l’amministrazione prima di me del perché si sono buttati invece sulla costruzione di una centralina sfruttando il nuovo acquedotto di Cornisello: per questo, per l’acquedotto, i lavori sono in alto mare, appena partiti, in forte ritardo rispetto alla tabella di marcia, quelli della centralina sono lontani. Invece, entro pochi mesi, la centrale “privata” sarà in funzione, e comincerà a rendere.
Intanto noi, come Comune, ci stiamo già sobbarcando mutui che pesano per 600 mila euro l’anno, anche per il nuovo acquedotto e la nuova centralina che sarà in funzione chissà quando».

 

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