TIONE – Dalla Valle Trompia alle Giudicarie
Una vita spesa tra giovani, famiglie, malati e comunità: don Egidio festeggia mezzo secolo di ministero sacerdotale.
Ci sono storie che non iniziano nei luoghi del potere o della notorietà. Iniziano nei campi, tra la fatica quotidiana, nel profumo dell’erba appena tagliata e nelle mani consumate di un padre che, terminato il turno agli altiforni della Valle Trompia, tornava a lavorare la terra per garantire un futuro alla propria famiglia.
È da lì che parte il cammino di don Egidio Pintossi.
Da bambino seguiva la madre per raccogliere ciò che la natura offriva: funghi, castagne, noci, uva. Piccole ricchezze di una vita povera ma dignitosa. Ricorda ancora il passaggio dello “stracèr”, il raccoglitore ambulante che acquistava vecchi oggetti e materiali. E con la semplicità che lo contraddistingue ama dire che, mentre lo stracèr raccoglieva le cose, Dio stava raccogliendo lui.
«Non mi ha messo nel sacco, mi ha messo tra le sue mani».
Forse tutta la sua vita sacerdotale è racchiusa in questa immagine.
Ordinato sacerdote nel 1976 nella sua Gombio, dopo gli studi nel Seminario di Verona guidato dal venerabile vescovo Giuseppe Carraro, don Egidio ha portato ovunque il Vangelo della vicinanza, dell’ascolto e dell’attenzione verso gli ultimi.
I primi anni del suo ministero lo videro impegnato a Gallarate, accanto ai giovani figli di emigranti italiani all’estero, spesso lontani dall’affetto quotidiano delle loro famiglie. Successivamente visse l’esperienza pastorale nella Milano degli anni difficili del terrorismo, per poi prestare servizio al Santuario di Santa Maria delle Grazie di Brescia, luogo che contribuì a rafforzare ulteriormente la sua spiritualità mariana.
Infine giunse l’incontro con la Diocesi di Trento e l’affidamento delle parrocchie di Saone e Preore, comunità nelle quali svolse il proprio ministero con passione e dedizione, lasciando un ricordo ancora vivo tra i fedeli.
Successivamente fu chiamato a prestare servizio come cappellano presso l’Ospedale di Tione, accompagnando malati, familiari e operatori sanitari in momenti spesso delicati della vita.
Oggi don Egidio continua il proprio ministero nella Parrocchia di Tione, dove è quotidianamente presente nella vita della comunità e dove celebrerà il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.
Per cinquant’anni ha condiviso gioie e sofferenze, nascite e lutti, speranze e paure. Ha incontrato persone di ogni condizione e provenienza, costruendo amicizie che il tempo non ha cancellato.
Nel raccontare la sua vita non parla di successi o di incarichi. Parla di persone. Di incontri. Di volti. E soprattutto parla della presenza di Dio che lo ha accompagnato passo dopo passo.
La celebrazione giubilare sarà l’occasione per rendere grazie per questi cinquant’anni di sacerdozio. Non soltanto la festa di un anniversario, ma il ringraziamento per una vita spesa al servizio degli altri, vissuta con semplicità, umanità e spirito evangelico.
Una vita iniziata in una famiglia povera della Valle Trompia e diventata, giorno dopo giorno, una testimonianza di fede, speranza e vicinanza al prossimo.
E forse il modo migliore per riassumere questi cinquant’anni è proprio quello suggerito dalle sue parole:
«Dio non mi ha preso per sé. Mi ha preso tra le sue mani. E per mezzo secolo mi ha donato agli altri.»
