Pinzolo – La storia della pizzeria “LA RÖDA”

di Claudio Cominotti

Pinzolo – La storia della pizzeria “LA RÖDA”

Nel lontano marzo del 1976 la signora Chiappani Bruna in Calvaresi, di Vigo Rendena/Pinzolo, pur conoscendomi poco più che di vista, mi domandò se volessi andare in Germania a lavorare per suo fratello Aldo che gestiva una pizzeria–ristorante a Sinshein, vicino a Heidelberg e a 90 chilometri da Stoccarda.

In un primo momento rimasi sorpreso e titubante, ma subito dopo ho immaginato che mi sarebbe piaciuto il lavoro del pizzaiolo.

Così accettai con entusiasmo: era nata, e tuttora resiste, la mia passione per questa attività lavorativa.

Fino ad allora avevo svolto svariati lavoretti e lavori, fin anche da bambino, non solo aiutando i miei genitori che allevavano animali e coltivavano la campagna per il fabbisogno familiare, ma anche accettando tutte le offerte che mi si sono presentate. Ricordo, come piacevole esempio, l’incarico estivo per la Proloco di Pinzolo nel ruolo di portabagagli per mezzo di un carretto a mano: all’arrivo delle autocorriere trasportavo le valigie dei turisti dalla stazione fino agli alberghi.

La mia indole mi spingeva a darmi da fare per guadagnarmi quel tanto che la situazione economica famigliare non poteva permettermi, nonostante non mancasse il necessario

Dopo pochi giorni Aldo era già a Pinzolo per portarmi in Germania. Là in poco tempo ho imparato il lavoro, ho capito cosa significa lavorare con continuità e impegno.

Al mattino verso le ore 9 si preparava l’impasto e alle 11 iniziava il servizio, fino alle 14. Si riprendeva nel pomeriggio alle 17 per concludere alle 23. I popoli a nord dell’Italia consumano normalmente i pasti principali molto prima di noi.

Nei fine settimana e nei giorni festivi l’impegno era molto maggiore, ma anche la soddisfazione; il tempo così trascorreva più velocemente.

 

La collaborazione con Aldo Chiappani presso la pizzeria “Da Aldo” in via Bahnhofstraße a Sinshein è durata 10 anni.

In Italia, a Pinzolo, venivo due volte all’anno. Spesso nei colloqui in famiglia ho manifestato il desiderio di tornare in paese.

Così mia mamma e mio fratello Paolo hanno pensato alla soluzione pratica per farmi rientrare a casa.

Hanno preparato tutti i documenti urbanistici e commerciali per poter aprire una pizzeria al pianterreno della casa della mamma, dove tuttora si trova. La scelta del nome non è stata casuale: la grande ruota (röda, in dialetto) collocata all’ingresso ha una sua storia singolare.

Io, con i sudati risparmi del lavoro in Germania, ne ho curato l’allestimento, la logistica funzionale e gli arredi.

 

Il 26 luglio del 1986 c’è stata l’inaugurazione.

Con la partecipazione fattiva dei miei famigliari, miei collaboratori (all’infuori di Paolo, deceduto per un incidente stradale poco prima dell’apertura della pizzeria, all’età di 28 anni), il lavoro nell’azienda si è svolto con continuità di gestione. Nel corso di tutti questi anni sono stati apportati i necessari ammodernamenti, ma la fondamentale struttura si è rivelata funzionale, adeguata alle necessità e tuttora adatta a svolgere appieno l’attività di ristorazione.

 

Pinzolo, primavera 2026

40 anni dall’inaugurazione

Giorgio Maffei


Giorgio Maffei con la mamma e il papà

Giorgio Maffei
Giorgio Maffei