Mobilità: tutti esperti, ma le soluzioni? – Lettera di Maura Binelli
Non sono un’addetta ai lavori e non ho la presunzione di avere la soluzione in tasca, ma dopo anni vissuti in questo territorio, credo di poter esprimere qualche considerazione con cognizione di causa. Ho vissuto a Campiglio, poi a Mavignola e ora nuovamente a Pinzolo quindi ho avuto modo di conoscere, per esperienza diretta, le problematiche dei nostri paesi, anche se non sono albergatrice né commerciante.
Leggendo gli interventi di questi giorni sulla mobilità e le parole di chi sta lavorando al nuovo piano, una cosa mi sembra evidente: il problema esiste ed è serio, ma non è certo nato ieri. Se ne parla da anni ed è stata inserita più volte nei programmi elettorali delle ultime legislature. Evidentemente, se ci troviamo ancora a discuterne, significa che non è stato un problema semplice né immediato da risolvere.
Trovo comunque positivo che oggi ci sia un tavolo di lavoro e che si stiano mettendo insieme dati, studi e competenze per cercare soluzioni concrete; un passo importante che, mi auguro davvero, porti finalmente a risultati visibili.
Credo però che, accanto alla digitalizzazione dei parcheggi, alla creazione di nuovi posti auto, al trasporto pubblico, alle ZTL e ad altre soluzioni, sarebbe necessario avere anche il coraggio di affrontare questo problema a monte.
Sul nostro territorio abbiamo molte strutture ricettive che non dispongono di parcheggi privati sufficienti per i propri ospiti. In alcuni casi garage che un tempo erano destinati alle automobili sono stati trasformati in centri benessere o in altri spazi a servizio delle attività. Non voglio naturalmente generalizzare, ma è difficile non vedere la conseguenza di questa situazione: i pochi parcheggi pubblici disponibili nei nostri paesi finiscono per essere utilizzati anche dagli ospiti di queste realtà e, in alcuni casi, sono stati anche acquistati dalle stesse.
Forse, prima ancora di chiederci quanti nuovi parcheggi pubblici servano, dovremmo chiederci quanti posti auto siano realmente disponibili, e non soltanto quelli formalmente dichiarati, per le strutture ricettive alberghiere e per quelle residenziali di qualsiasi genere. Perché tra il numero di posti auto previsti sulla carta e quello effettivo può esserci una differenza che incide direttamente sulla domanda di sosta pubblica. Avere una fotografia reale di questo rapporto potrebbe quindi essere un elemento importante per qualsiasi piano della mobilità.
Allora mi chiedo: quando si costruisce ex novo o quando si ristruttura o si amplia, non sarebbe ragionevole pretendere che vengano garantiti anche posti auto adeguati? Forse è proprio da qui che bisognerebbe partire, evitando di continuare a creare nuova domanda di parcheggi pubblici senza avere prima risolto quella privata.
Perché possiamo costruire tutti i parcheggi che vogliamo, ma se continuiamo a non affrontare una delle cause del problema, rischiamo semplicemente di rincorrerlo.
Un’ultima riflessione, forse un po’ provocatoria: visto che sui social siamo circondati da tuttologi, esperti di viabilità e immancabili “leoni da tastiera” pronti a spiegare quotidianamente cosa non funziona e cosa dovrebbe essere fatto, alle prossime elezioni comunali non dovremmo avere alcuna difficoltà a formare le liste. Mi auguro davvero che molti di coloro che oggi hanno sempre una soluzione pronta abbiano anche il coraggio di metterci la faccia, candidarsi e provare concretamente a risolvere i problemi della nostra Comunità.
Una Comunità che, ricordiamolo, è fatta di tre realtà territoriali e non soltanto di una.
Perché lamentarsi è facile, dare la colpa agli altri ancora di più, spesso pensando che “l’erba del vicino è sempre più verde”. Amministrare un territorio significa invece cercare di guardare all’insieme, assumersi responsabilità e trovare un equilibrio tra esigenze diverse.
Spero quindi che questo nuovo lavoro sulla mobilità non rimanga l’ennesimo studio o un capitolo incompiuto di un programma elettorale, ma rappresenti finalmente l’occasione per affrontare il problema in maniera complessiva.
