Lettera di un residente – Perché a Campiglio si paga di più (anche quando c’è meno da comprare)
Non è una questione di pochi euro. È una questione di principio, e di chi viene prima: il residente o il turista di passaggio. Ed è una questione che pesa ancora di più se si guarda alla storia: sono ormai moltissimi gli anni in cui le casse del negozio di Campiglio hanno contribuito pesantemente alla salute dei bilanci della cooperativa di Pinzolo. Non stiamo parlando di un punto vendita marginale che va sostenuto dagli altri: stiamo parlando di uno dei motori che ha tenuto in piedi i conti dell’intera cooperativa.
Chi vive tutto l’anno a Campiglio non sceglie quando fare la spesa in base al calendario degli impianti di risalita. La fa a novembre come a febbraio, a maggio come ad agosto. Eppure è proprio nei mesi vuoti — quelli in cui la cooperativa non deve più “vestirsi” per il turista — che il residente si trova a pagare un prezzo pensato per chi sta tre giorni in albergo, ricevendo in cambio uno scaffale sempre più povero. Gli incassi estivi e invernali, presumo, hanno già garantito ampiamente la sostenibilità del punto vendita: non si capisce allora perché il conto debba continuare a essere quello alto anche quando il servizio non lo è più.
Vorrei che questa non fosse letta come una lamentela da bar, perché il tema è più grande di uno scontrino. Lo spopolamento delle terre alte — di cui si parla tanto nei convegni e nei piani strategici — non nasce solo da fattori macroscopici come i servizi sanitari, la scuola o il lavoro. Nasce anche da mille piccole scelte quotidiane come questa: vivere stabilmente in un posto come Campiglio, e trovarsi a pagare come un turista tutto l’anno, con un servizio che nei mesi di bassa stagione peggiora proprio quando il residente ne avrebbe più bisogno e ha meno alternative a disposizione. È una logica che, ripetuta su più fronti, rende sempre più difficile scegliere di restare, e più facile scegliere di scendere a valle.
Una cooperativa nasce, per statuto e per storia, per tutelare chi vive e lavora sul territorio — non per replicare le logiche di un mercato che guarda solo agli incassi stagionali. Per questo mi permetto di chiedere pubblicamente al Presidente Sergio Masè, a cui ho scritto anche privatamente, di valutare concretamente una di queste due strade: uno sconto strutturale per il punto vendita di Campiglio nei periodi di bassa stagione, proporzionato alla riduzione di assortimento e qualità, oppure l’allineamento dei prezzi a quelli di Pinzolo almeno nei mesi non turistici.
Non è una richiesta contro la cooperativa. È una richiesta perché la cooperativa torni a fare, fino in fondo, il mestiere per cui è nata: tenere viva una comunità, non solo un bilancio.
