TIONE – quei due occhi sull’isola ecologica…

di Udalrico Gottardi

TIONE – quei due occhi sull’isola ecologica…

C’è una vecchia casa, nel centro di Tione, che da anni osserva silenziosa quello che succede davanti alle sue mura.

Ne ha viste certamente tante: generazioni passare, abitudini cambiare, il paese trasformarsi. Ma questa volta, guardando bene la fotografia, sembra proprio che anche lei abbia perso un po’ della sua proverbiale pazienza.

Quelle due finestrelle scure, lassù sotto il tetto, paiono infatti due occhi spalancati davanti allo spettacolo dell’isola ecologica.

I contenitori dell’umido sono pieni. Può succedere. Ma qualcuno, trovandoli così, ha pensato che la soluzione migliore fosse appoggiare tranquillamente i propri sacchetti sopra i coperchi.

Forse portarli altrove avrebbe richiesto qualche passo in più. Troppi?

La vecchia casa osserva. Non parla, naturalmente. Ma sembra quasi domandarsi:

«Possibile che per qualche metro in più si debba lasciare tutto qui?»

E a guardarla bene, con quei due occhi neri sotto il grande tetto e quei rampicanti ormai secchi sulla facciata che sembrano accentuarne l’espressione, pare perfino un po’ indignata.

Possiamo sorridere davanti a questa curiosa coincidenza fotografica. Ma dietro il sorriso rimane una considerazione molto semplice: il decoro di un paese non dipende soltanto da chi lo amministra o da chi raccoglie i rifiuti. Dipende anche dai piccoli gesti di ciascuno di noi.

A volte bastano davvero due passi in più.

E forse, la prossima volta, quella vecchia casa potrà finalmente richiudere gli occhi tranquilla.