«Nontiscordardime»: quando la gentilezza apre una porta nel cuore di Tione

di Udalrico Gottardi

«Nontiscordardime»: quando la gentilezza apre una porta nel cuore di Tione

Due sorelle e una cugina, un sogno condiviso e una nuova bottega. In un tempo in cui tutto sembra correre, anche un piccolo negozio può ricordarci il valore della bellezza, delle relazioni e delle cose semplici.

Ci sono insegne che indicano soltanto un’attività commerciale. E poi ci sono nomi che sembrano volerci raccontare qualcosa, ancora prima di varcare la soglia. «Nontiscordardime – Bottega Gentile».

Basterebbero queste tre parole per fermarsi un istante davanti alla nuova vetrina di viale Dante 21, inaugurata sabato 7 novembre nel cuore di Tione.

Nontiscordardime. Il nome di un piccolo fiore, delicato e discreto, che nel linguaggio dei sentimenti richiama la memoria, l’affetto, il desiderio di non essere dimenticati.

E poi quell’altra parola: gentile. Una parola che oggi rischia quasi di apparire fuori moda, in una società dove spesso prevalgono la fretta, la competizione, la convenienza immediata. Eppure, proprio per questo, è una parola di cui abbiamo sempre più bisogno.

Dietro questa nuova insegna ci sono tre donne, legate non soltanto da vincoli familiari, ma anche da una passione condivisa: Annalisa Bertolini, Martina e Caterina Franchini. Insieme hanno deciso di trasformare un sogno in realtà, dando vita a una bottega dove libri, giocattoli, profumi e oggetti ricercati si incontrano, con un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Ma forse l’aspetto più bello della loro iniziativa è racchiuso nelle parole con cui hanno invitato la comunità all’inaugurazione:

«Abbiamo messo insieme le cose che amiamo e ne abbiamo fatto un posto. Manca soltanto una cosa: qualcuno con cui condividerlo».

Ecco, forse è proprio qui la differenza. Non soltanto un negozio nel quale entrare per acquistare qualcosa, ma un luogo che desidera essere condiviso. Un luogo nel quale la relazione umana possa avere ancora un valore, dove un consiglio, un sorriso, una parola cortese rappresentino qualcosa di più di un gesto commerciale.

Durante la benedizione inaugurale, il parroco don Celestino Riz ha evocato una frase di Dostoevskij, tanto conosciuta quanto impegnativa: «La bellezza salverà il mondo». Ma quale bellezza? Non semplicemente quella delle cose ben confezionate, degli oggetti eleganti o delle vetrine illuminate. La bellezza che può davvero cambiare qualcosa è quella che si accompagna alla bontà, alla verità, al rispetto dell’altro.

È la bellezza di chi sceglie di fare qualcosa con passione. Di chi investe energie e speranze nella propria comunità. Di chi, anziché arrendersi alle difficoltà, decide di aprire una porta.

Anche il sindaco Eugenio Antolini, presente all’inaugurazione, ha voluto sottolineare il significato positivo dell’iniziativa, incoraggiando le tre sorelle in questa nuova avventura.

E c’è un’altra suggestione che rende particolare questa apertura.

Proprio in quei locali, negli anni Ottanta, Frida Catozzo Rossaro aveva dato vita ad «Arte 80», un negozio raffinato di mobili e oggetti d’arredo. Successivamente, quegli stessi locali ospitarono una fioreria e, più tardi, il negozio «Erba Voglio», specializzato in oggettistica e abbigliamento per la prima infanzia, che ha concluso la propria attività nei mesi scorsi.

Quante persone sono entrate da quella porta? Quanti bambini, accompagnati dalle mamme o dai nonni, hanno guardato quelle vetrine? Quanti piccoli ricordi sono rimasti legati a quel luogo?

Oggi la storia continua, con un nome che sembra fatto apposta per custodire anche quella memoria.

In pochi mesi Tione ha visto aprire tre nuove attività: «La Rupe», Banca Mediolanum e ora questa bottega. Sono segnali che meritano attenzione, perché una comunità vive anche attraverso i suoi negozi, le sue vetrine accese, le persone che si incontrano lungo le strade.

Naturalmente, aprire un’attività richiede coraggio. E mantenerla viva richiederà impegno, capacità e la fiducia dei clienti.

Ma intanto, in questo sabato di novembre, tre giovani donne, unite non soltanto da legami familiari ma anche dalla passione e dal desiderio di costruire qualcosa insieme, hanno compiuto un gesto di fiducia che guarda al futuro.

Forse la bellezza non salverà il mondo tutta in una volta. Forse comincia da gesti più piccoli, quasi invisibili: una porta aperta, un sorriso sincero, un libro regalato a un bambino, una parola gentile offerta senza chiedere nulla in cambio.

Perché, in fondo, anche la gentilezza è una forma di bellezza. E sarebbe davvero un peccato dimenticarcene.