Giustino ricorda Matilda: un albero perché il suo sorriso continui a vivere

di Udalrico Gottardi

Giustino ricorda Matilda: un albero perché il suo sorriso continui a vivere

Ci sono ferite che il tempo non cancella. Le attenua forse, ma non riesce a colmare il vuoto lasciato da una giovane vita spezzata troppo presto. E ci sono sorrisi che continuano a illuminare il ricordo di un’intera comunità.
Il prossimo 30 luglio, giorno in cui Matilda avrebbe festeggiato il suo compleanno, Giustino si fermerà ancora una volta per ricordarla attraverso un gesto semplice e profondamente simbolico: la consegna dell’Albero della Memoria, destinato a crescere proprio nel luogo dove la ragazza perse tragicamente la vita.
Matilda, 15 anni, era una studentessa del Liceo «Lorenzo Guetti» di Tione, una ragazza piena di sogni, di entusiasmo e di speranze. Quella mattina stava semplicemente andando a scuola, come aveva fatto tante altre volte. Attraversava la strada del suo paese quando un camion la travolse, interrompendo in un istante una vita che aveva ancora tutto davanti.
Un dolore che ha sconvolto la famiglia, gli amici, i compagni di scuola e l’intera comunità delle Giudicarie, che ancora oggi conserva vivo il ricordo della sua dolcezza e del suo sorriso.
La cerimonia, promossa dalla famiglia, non vuole essere soltanto un momento di commemorazione, ma un invito a trasformare il dolore in memoria condivisa e in speranza.
«Nel giorno del tuo compleanno non celebriamo la tua assenza, ma tutto l’amore che continui a lasciar crescere.»
Sono parole semplici, riportate nell’invito alla cerimonia, ma capaci di raccontare ciò che spesso il cuore fatica a esprimere.
L’albero che verrà consegnato e piantato diventerà un simbolo di vita. Le sue radici affonderanno nella terra dello stesso luogo che ha visto consumarsi una tragedia, mentre i suoi rami cresceranno verso il cielo, quasi a ricordare che l’amore può continuare a vivere anche oltre il dolore.
Al termine della cerimonia, chi lo desidererà potrà lasciare ai piedi dell’albero un fiore, un pensiero o un ricordo. Un gesto semplice, ma ricco di significato, perché ogni parola, ogni fiore e ogni silenzio diventeranno parte di una memoria collettiva che nessuno vuole disperdere.
Il manifesto che annuncia l’iniziativa riporta una frase che racchiude il senso più profondo dell’evento: «Le radici custodiscono ciò che gli occhi non possono più vedere, ma che il cuore non smetterà mai di amare.»
Parole che raccontano come l’assenza possa trasformarsi in una presenza silenziosa, custodita nei luoghi, nei ricordi e nelle persone.
Ai piedi dell’albero, nella locandina della cerimonia, compaiono un paio di pattini bianchi. Non sono un dettaglio grafico. Sono il racconto di una passione che accompagnava Matilda ogni giorno. Sul ghiaccio aveva imparato che per volteggiare servono equilibrio, coraggio e costanza. Chi la conosceva sapeva quanto amasse il pattinaggio e quanto promettesse in questa disciplina. Quei pattini oggi sembrano attendere ancora il ritorno della loro giovane proprietaria, ma diventano soprattutto il simbolo di sogni che nessuno potrà cancellare dal ricordo di chi le ha voluto bene.
Il 30 luglio, alle 17.30, Giustino non ricorderà soltanto una giovane ragazza tragicamente scomparsa. Ricorderà una figlia amata, un’amica sincera, una compagna di scuola. Ricorderà il sorriso di Matilda.
Un albero cresce lentamente. Ogni primavera mette una foglia in più, ogni autunno lascia cadere qualcosa, ma continua a vivere. Forse è proprio per questo che è il simbolo più bello della memoria: non cancella il dolore, ma lo trasforma in vita. E mentre quell’albero crescerà, continuerà a custodire il ricordo di una ragazza che il suo paese non ha mai smesso di amare.