Nidi di processionaria nel Cimitero austro-ungarico di Bondo

di CampanediRendena.it

Nidi di processionaria nel Cimitero austro-ungarico di Bondo

Un visitatore attento, nei giorni scorsi, si è recato al suggestivo cimitero monumentale austro-ungarico di Bondo, nel territorio di Sella Giudicarie, segnalando una situazione che merita attenzione. Attraverso alcune fotografie inviate alla nostra redazione, è stato documentato un esteso attacco di processionaria sui pini presenti all’interno dell’area monumentale.

La processionaria del pino è un insetto appartenente alla famiglia dei lepidotteri Thaumetopoeidae. È soprattutto nella sua fase larvale, quella del bruco, che diventa facilmente riconoscibile: gli esemplari si muovono in lunghe file ordinate, una sorta di “processione” da cui deriva il nome comune. Questo stadio rappresenta anche il momento di maggiore rischio.

Il periodo più critico coincide infatti con la fase finale dello sviluppo larvale, generalmente compresa tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, indicativamente tra febbraio e aprile. In queste settimane, i bruchi sviluppano peli altamente urticanti che possono disperdersi nell’aria, aumentando il rischio di contatto non solo per chi frequenta l’area, ma anche per animali domestici, persino senza un’interazione diretta.

Cimitero austro-ungarico di Bondo

Il cimitero monumentale austro-ungarico di Bondo, costruito a partire dal 1916 per volontà del comandante austriaco Theodor Spiegel, custodisce le spoglie di 697 soldati dell’esercito dell’imperatore Francesco Giuseppe, quasi tutti identificati. La struttura è caratterizzata da una scenografica scalinata decorata con bassorilievi e statue, progettata da padre Fabiano Barcatta e completata dopo la fine della Prima guerra mondiale.

Nato con l’intento di offrire degna sepoltura ai militari caduti sulle montagne delle Giudicarie, il sito ha assunto nel tempo un valore simbolico più ampio, diventando un luogo di memoria dedicato alle vittime di tutti i conflitti e un monito sempre attuale alla pace tra popoli e ideologie.

La segnalazione riporta dunque l’attenzione non solo sulla tutela del patrimonio storico e paesaggistico, ma anche sulla necessità di monitorare e gestire fenomeni naturali che possono comportare rischi per la salute pubblica.