Tanti ratti e topi di campagna? La colpa è della cosiddetta annata di “Pasciona”

di Marco Salvaterra

Tanti ratti e topi di campagna? La colpa è della cosiddetta annata di “Pasciona”

Molti si saranno accorti di quanti topolini di trovino nei prati e nei boschi. A me, ad esempio, l’altra sera da Ponte Anche a Pinzolo hanno attraversato la strada ben sei topolini di campagna.

Nessun timore particolare. Si tratta di un boom demografico dopo l’annata di “pasciona” che si realizza di norma ogni 10 anni circa. Il fenomeno sta interessando altre zone del Trentino, del Veneto e del Friuli (dove si registrano diffuse morie di topi) tanto da spingere i sindaci di alcuni comuni  ad emanare avvisi pubblici per tranquillizzare la popolazione.

Ma cos’è la “Pasciona”? Il termine deriva dal latino pascere, cioè pascolare. Alcune piante, faggio e abete rosso, producono più frutti del solito, permettendo ad alcuni piccolo roditori (in particolare arvicole e ghiri) di sopravvivere meglio alla stagione invernale e di arrivare più forti e numerosi in primavera. Qualcuno forse si ricorderà che la primavera scorsa, quella del primo lockdown, si vedevano nuvole gialle salire dai boschi di abete rosso.

Il crollo di queste popolazioni sovra-affollate è però molto rapido, sia per il rapido aumento dei predatori che le utilizzano come prede, sia per il superamento della capacità portante dell’ambiente. Insomma, nessuna preoccupazione particolare, è un fenomeno naturale.

 

 

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