TIONE – Cascate Nardis: un capolavoro della natura, vissuto senza barriere

di Udalrico Gottardi

TIONE – Cascate Nardis: un capolavoro della natura, vissuto senza barriere

Una giornata speciale per gli utenti adulti con disabilità dei Laboratori Sociali di Tione e Arco. Dalla Casa del Parco di Carisolo alle Cascate Nardis, un percorso tra conoscenza, emozioni, curiosità e condivisione.

 Meraviglia, stupore e tanta curiosità. Sono state queste le emozioni che hanno accompagnato una splendida giornata di settembre vissuta dagli utenti dei Laboratori Sociali di Tione e Arco: persone adulte con disabilità di diversa tipologia che, insieme ai loro educatori, ad alcuni familiari e ai responsabili dei Laboratori, hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza immersiva nella natura e nella conoscenza del territorio.

Una giornata che ha assunto anche un significato importante sul piano dell’inclusione: scoprire, osservare, fare domande, emozionarsi davanti alla bellezza della natura sono esperienze che appartengono a tutti. E proprio la partecipazione attenta e interessata degli utenti è stata il filo conduttore dell’intera mattinata.

Prima tappa alla «Casa del Parco Geopark» di Carisolo, dove ad accogliere la comitiva è stata l’educatrice ambientale del Parco, Luigina Armani.

Attraverso un coinvolgente viaggio multimediale, Armani ha accompagnato i presenti indietro nel tempo, illustrando le diverse ere geologiche e i lunghissimi processi che, nel corso di milioni di anni, hanno dato origine alle rocce e al paesaggio che oggi caratterizzano le nostre montagne.

Particolarmente suggestivo, ma anche motivo di riflessione, è stato il momento dedicato ai ghiacciai dell’Adamello.

Attraverso un’animazione, i partecipanti hanno potuto osservare con i propri occhi quanto sia cambiato il ghiacciaio nell’arco di appena una trentina d’anni. Le immagini messe a confronto hanno mostrato un arretramento impressionante: oltre 400 metri in lunghezza e una perdita di spessore indicata in circa 33 metri.

Numeri che, raccontati soltanto a voce, potrebbero sembrare astratti. Vederli trasformarsi davanti agli occhi attraverso le immagini ha avuto tutt’altro effetto, rendendo immediatamente percepibile la portata del fenomeno.

Quella montagna che sembra immobile e immutabile, in realtà, sta cambiando in tempi sorprendentemente brevi. L’animazione ha così aggiunto alla scoperta della storia geologica del territorio anche un messaggio profondamente attuale: la natura racconta il passato, ma attraverso i suoi ghiacciai ci sta mostrando anche ciò che sta accadendo nel presente.

A rendere ancora più vivo il racconto non è mancato anche un curioso aneddoto ricordato dalla stessa Luigina Armani.

L’educatrice ha raccontato di essersi trovata in un rifugio del Gruppo di Brenta quando un turista, con grande naturalezza, aveva chiesto al gestore:

«Avrebbe mica del ghiaccio per la nostra bottiglia di spumante?»

Una richiesta quanto meno singolare in un ambiente di alta montagna, dove acqua, ghiaccio e risorse naturali non sono mai state qualcosa da dare per scontato.

«Potete immaginare la risposta del rifugista!», ha aggiunto Luigina, lasciando alla fantasia dei presenti il seguito e suscitando sorrisi nella comitiva.

Un episodio leggero che, però, si è collegato bene al tema appena affrontato: il ghiaccio in montagna non è una risorsa infinita, e quanto sta accadendo ai ghiacciai alpini rende questa consapevolezza ancora più attuale.

Per gli ospiti del Laboratorio Sociale, immagini, spiegazioni ed esempi concreti hanno suscitato domande, meraviglia e curiosità, trasformando la visita in un’occasione nella quale la conoscenza è diventata esperienza.

Alla giornata hanno preso parte anche il presidente Luigi Parisi e la vicepresidente Renata Zadra. Con gli utenti di Tione erano presenti le educatrici Sara Libardoni, Alessia Orsi e Laura Schifilliti, mentre il gruppo di Arco era accompagnato dagli educatori Luca Michelotti e Simona Travaglini. Alla comitiva si sono inoltre uniti alcuni familiari.

Terminata la visita alla Casa del Parco, Luigina Armani ha accompagnato il gruppo verso uno dei luoghi più suggestivi della Val Genova: le Cascate Nardis.

Anche il breve percorso di circa 500 metri dal parcheggio è diventato occasione di scoperta. Lungo il cammino l’educatrice ambientale si è soffermata, ad esempio, sulla sabbia finissima – il limo – presente lungo la sponda della Sarca e sulla particolare forma arrotondata dei sassi, spiegandone l’origine e le trasformazioni dovute all’azione dell’acqua.

Non è mancata un’altra curiosità capace di catturare immediatamente l’attenzione della comitiva.

Durante una sosta, Armani ha mostrato una zona caratterizzata da un’antica colata di massi. Avvicinandosi alle rocce è possibile percepire una particolare corrente di aria fresca, un fenomeno che gli abitanti di un tempo chiamavano “sorel”.

Quella frescura naturale non era soltanto una curiosità geologica. I nostri avi avevano imparato a sfruttarla per conservare alimenti come burro e formaggio, trasformando così una caratteristica del territorio in una preziosa risorsa per la vita quotidiana. Ancora oggi, in alcune zone montane e in particolare in Val del Chiese, rimangono testimonianze di questo antico utilizzo.

Poi, finalmente, l’arrivo alla meta.

Davanti alla potenza dell’acqua delle Cascate Nardis, ogni spiegazione ha lasciato spazio all’emozione. Un “wow” collettivo e spontaneo ha accompagnato l’apparire della cascata davanti agli occhi della comitiva. Forse il modo più semplice e autentico per raccontare lo stupore di fronte a uno dei capolavori naturali più conosciuti del Trentino.

La giornata è proseguita con il pranzo al Ristorante alla Cascata, che ha offerto il pasto all’intera compagnia. Per ringraziare il proprietario della cortesia e dell’accoglienza, gli utenti del Laboratorio Sociale di Tione hanno consegnato una speciale targa in legno dipinto, realizzata da loro.

Un dono pensato proprio per questa occasione: sulla targa spiccano la margherita, simbolo del Laboratorio, e una stilizzazione delle Cascate Nardis. Un piccolo lavoro artigianale che racchiude però un grande significato di gratitudine, amicizia e condivisione e che il proprietario ha accolto con evidente piacere.

Si è conclusa così una giornata nella quale natura, conoscenza e socialità si sono incontrate.

Ma soprattutto una giornata che ha visto persone adulte con disabilità protagoniste di un’esperienza vissuta pienamente, non semplicemente spettatrici: capaci di osservare, incuriosirsi, apprendere, stare insieme e lasciarsi sorprendere dalla bellezza.

Perché quel “wow” pronunciato insieme davanti alle Cascate Nardis racconta forse, meglio di tante parole, il valore di un’esperienza che ha saputo unire persone diverse davanti alla stessa, straordinaria meraviglia della natura.