TIONE – IL LABORATORIO SOCIALE IN VISITA AL “Par Ieri” DI STENICO

di Udalrico Gottardi

TIONE – IL LABORATORIO SOCIALE IN VISITA AL “Par Ieri” DI STENICO

Una mattinata all’insegna della scoperta delle tradizioni locali e della memoria del territorio per gli utenti del Laboratorio Sociale di Tione, che venerdì 26 giugno hanno visitato il Museo Etnografico “Par Ieri” di Stenico.

L’iniziativa rientra nel programma delle attività esterne promosse dal Laboratorio Sociale, che affianca alle quotidiane attività manuali anche momenti dedicati alla conoscenza del patrimonio storico e culturale delle Giudicarie.

Il museo è il frutto del lungo lavoro di ricerca svolto dal Circolo Culturale Stenico 80 “Giuseppe Zorzi”, che fin dagli anni Novanta ha raccolto sistematicamente fotografie d’epoca, cui dal 2005 si è aggiunta una preziosa collezione di oggetti etnografici donati dagli abitanti del paese.

Un patrimonio che nel 2015 ha trovato la sua naturale collocazione nell’attuale spazio museale, capace di raccontare la vita quotidiana delle famiglie contadine prima dello sviluppo economico del territorio.

L’esposizione accompagna il visitatore attraverso dieci sezioni dedicate agli ambienti domestici e ai principali lavori della civiltà rurale: dalla camera da letto alla cucina, dai giochi dei bambini alla lavorazione del latte, dalla cantina al bosco, dalla fienagione ai campi coltivati, fino alla lavorazione dei cereali e delle fibre tessili. Di particolare interesse risultano i fondali originali del teatrino delle marionette, risalenti al 1906, e l’antico telaio proveniente da Favrio.

Gli utenti del Laboratorio Sociale, accompagnati dalle educatrici Sara Libardoni e Laura Schifilliti, hanno seguito con grande attenzione le spiegazioni di Marco Sottopietra, già insegnante elementare di Stenico, e di Manuela Antolini di Tione, affiancati nella visita anche da Lidia Brogliato.

Fin dall’ingresso sono rimasti tutti affascinati dal fedele modellino di una tipica casa rurale giudicariese con il caratteristico tetto in paglia. La ricostruzione ha permesso di comprendere l’organizzazione degli spazi di un tempo, dal “solèr”, dove veniva conservato il fieno destinato al bestiame durante l’inverno, ai camini esterni, fino agli attrezzi utilizzati nella quotidianità contadina.

Grande curiosità ha suscitato anche il carro agricolo perfettamente conservato, testimonianza di un’epoca in cui il trasporto di persone e materiali avveniva esclusivamente con mezzi trainati dagli animali.

UNA LASTRA DI VETRO RACCONTA STENICO DI INIZIO ‘900

Tra i momenti più interessanti della visita al Museo Etnografico di Stenico vi è stato quello dedicato a una rarissima fotografia del paese, risalente attorno al 1910, conservata sotto forma di negativo su lastra di vetro, il supporto utilizzato dai pionieri della fotografia prima dell’avvento delle pellicole.

A richiamare l’attenzione del gruppo è stato uno dei volontari presenti, già docente di scuola media per quasi quarant’anni, che per qualche minuto ha vestito nuovamente i panni dell’insegnante ricordando come proprio quest’anno ricorra il bicentenario della fotografia. Fu infatti nel 1826, a Saint-Loup-de-Varennes, presso Le Gras in Francia, che Nicéphore Niépce realizzò quella che è considerata la prima fotografia permanente della storia, ottenuta dopo un’esposizione alla luce di circa otto ore. Per rendere più facilmente leggibile l’immagine, il volontario fotografato il negativo originale e, attraverso un’elaborazione digitale, ne aveva ricavato una versione in positivo, permettendo così di apprezzare con maggiore nitidezza il volto dello Stenico di metà Ottocento.

L’immagine documenta un paese profondamente diverso da quello odierno: spiccano infatti i numerosi tetti di paglia delle abitazioni contadine, tipici dell’epoca e oggi completamente scomparsi. Un particolare che ha suscitato grande curiosità tra i partecipanti e che testimonia la semplicità della vita rurale nelle Giudicarie di oltre un secolo e mezzo fa.

Particolarmente coinvolgente è stata la sezione dedicata alla tessitura, dove gli utenti hanno potuto conoscere da vicino il funzionamento del telaio e gli strumenti utilizzati per la cardatura e la lavorazione della lana, attività che per generazioni hanno rappresentato un’importante risorsa per le famiglie delle nostre valli.

Il Laboratorio Sociale di Tione propone durante l’anno numerose attività pratiche, tra cui la realizzazione di manufatti in legno decorati a mano, lavori di traforo, ritaglio, pittura e tessitura al telaio, oltre a momenti di uscita sul territorio che favoriscono l’inclusione, la socializzazione e la conoscenza della storia e delle tradizioni locali.

Una visita che ha saputo unire cultura, memoria e partecipazione, offrendo ai presenti un’occasione preziosa per riscoprire il patrimonio materiale e umano delle Giudicarie.