Tione ostaggio dei cantieri: commercianti al limite, “qui non entra più nessuno”

di Udalrico Gottardi

Tione ostaggio dei cantieri: commercianti al limite, “qui non entra più nessuno”

A Tione muoversi è diventato un esercizio di pazienza. Anzi, qualcosa di più: uno slalom continuo tra cantieri, strade chiuse, deviazioni improvvise e code che paralizzano la borgata. Per chi vive e lavora qui, la quotidianità ha assunto i contorni di un disagio ormai strutturale, che da settimane — prima di Natale, poi durante le festività pasquali e ancora oggi — non accenna a migliorare. Semmai, peggiora.

All’origine di tutto c’è un intervento importante e necessario: il rifacimento delle condutture dell’acqua, reso possibile grazie a un finanziamento ingente, quasi 10 milioni di euro provenienti dal PNRR. Un investimento strategico per il futuro del territorio, che nessuno mette in discussione. Ma è nella gestione quotidiana dei lavori che emergono criticità sempre più evidenti.

Non si tratta solo di traffico. Il problema è più profondo e colpisce il cuore economico della borgata. I commercianti, affacciati sulla via principale e e in quelle laterali, raccontano una realtà che ha dell’inquietante: negozi aperti, ma vuoti. “Oggi ho avuto un solo cliente, ho incassato 7 euro”, confida un artigiano storico, uno di quelli che a Tione ha costruito una vita, un’attività, una famiglia. Una frase che pesa come un macigno e che racconta più di qualsiasi statistica.

Il paradosso è evidente: attività regolarmente aperte, ma di fatto isolate. Perché arrivarci è complicato, a tratti impossibile. I clienti rinunciano, scoraggiati da una viabilità confusa e incerta. “Prima di uscire di casa dobbiamo farci una mappa mentale per capire da dove passare”, raccontano alcuni automobilisti. E non è un’esagerazione.

A peggiorare il quadro, c’è la polvere. Una presenza costante, invasiva. Le porte dei negozi restano chiuse non per scelta, ma per necessità. Respirare diventa difficile, entrare nei locali ancora di più. Le richieste all’amministrazione di intervenire — anche solo bagnando le strade per limitare le polveri — si susseguono, ma la sensazione diffusa è quella di una risposta insufficiente rispetto alla gravità della situazione.

E mentre il disagio cresce, c’è chi si interroga anche sulle conseguenze burocratiche e fiscali. Come si giustificano incassi così bassi? Chi crederà a giornate di lavoro che si chiudono con pochi euro in cassa? Domande tutt’altro che teoriche, che aggiungono preoccupazione a una crisi già pesante.

Il tema è arrivato anche in Consiglio comunale tenutosi giovedì 23 aprile. Ma, a sentire alcuni presenti, il quadro restituito non renderebbe giustizia alla realtà quotidiana vissuta da cittadini e commercianti. “Non ci sono state grandi lamentele”, sarebbe stato detto. Una frase che stride con le testimonianze raccolte tra le vie del paese.

Tione oggi appare sospesa, rallentata, quasi bloccata. Stretta tra la necessità di guardare al futuro — grazie a un investimento pubblico senza precedenti — e un presente fatto di difficoltà concrete, quotidiane.

Perché se è vero che i lavori sono indispensabili, è altrettanto vero che non possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile per chi ogni giorno tiene vivo il tessuto economico del paese. Servono risposte: una gestione più coordinata dei cantieri, una comunicazione chiara e tempestiva, interventi concreti per ridurre i disagi e, forse, anche forme di sostegno per chi sta pagando il prezzo più alto.

Altrimenti il rischio è che, quando i lavori saranno finiti, qualcosa nel cuore commerciale di Tione si sia già fermato per sempre.