💚 INNO ALLA VITA. Perché nessuno si senta solo
INNO ALLA VITA. Perché nessuno si senta solo
Ci sono temi di cui è difficile parlare, ma sui quali non possiamo permetterci di tacere. Temi che ci invitano a fermarci, ad ascoltare con più attenzione e a guardare con maggiore sensibilità anche ciò che, a volte, resta nascosto dietro il silenzio.
La serata Inno alla Vita, promossa dalla Comunità delle Giudicarie, è stata un’occasione preziosa per riflettere sulla prevenzione del suicidio e sulla responsabilità che abbiamo, come comunità, nel riconoscere la sofferenza e offrire sostegno.
Un tema che sentiamo particolarmente vicino e che ci ricorda quanto sia importante non dare mai per scontato ciò che gli altri stanno vivendo.
Il suicidio è un fenomeno complesso, che non può essere banalizzato né ricondotto a una sola causa. È necessario superare il silenzio e lo stigma, imparare a cogliere i segnali di disagio e creare le condizioni perché chiedere aiuto diventi più semplice, senza vergogna e senza paura di essere giudicati.
Un’esperienza significativa è quella della Val di Sole, da cui la Comunità delle Giudicarie prende spunto per sviluppare il proprio percorso. Il progetto Restiamo Insieme, presentato da Michele Bezzi e Cristina Dalla Torre, ci ricorda quanto siano importanti le relazioni, il dialogo e la capacità di esserci gli uni per gli altri.
Prezioso è anche il contributo di AMA – Associazione Auto Mutuo Aiuto, con il progetto Invito alla Vita, e di Stella Alpina – Sentieri di resilienza, realtà impegnate nell’ascolto e nel sostegno delle persone che affrontano la sofferenza e di chi ha perso una persona cara per suicidio.
Esperienze diverse, unite da una convinzione comune: nessuno dovrebbe essere lasciato solo nel momento più difficile.
La prevenzione comincia nelle famiglie, nella scuola e nelle relazioni quotidiane. Nel modo in cui ci accorgiamo degli altri, sappiamo ascoltare senza giudicare e troviamo il coraggio di chiedere: «Come stai davvero?»
Perché parlare di ciò che ci fa soffrire può aiutarci a mettere una distanza tra noi e l’angoscia, a dare un nome alle emozioni e a non sentirci sopraffatti da ciò che stiamo vivendo. A volte, trovare qualcuno disposto ad ascoltarci è il primo passo per guardare alla propria sofferenza con occhi diversi.
Un segno di sensibilità e attenzione alla dimensione umana è il richiamo all’educazione alla bellezza, all’arte e alla possibilità di creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi, esprimersi e sentirsi parte di una comunità.
È un pensiero in cui credo profondamente e che ritrovo anche in un progetto a cui stiamo lavorando insieme: “La Scatola delle Emozioni”, che presto sarà pronta ad accogliere pensieri, parole, emozioni e riflessioni.
Uno spazio in cui ogni persona possa esprimersi e sentirsi ascoltata, perché anche una parola condivisa può aiutarci a sentirci meno soli.
Ogni pensiero merita ascolto.
Perché il benessere passa anche da qui: dalla possibilità di esprimersi, di essere ascoltati e di sentirsi accolti. Una comunità più attenta nasce anche dai piccoli gesti e dagli spazi che sappiamo creare per prenderci cura gli uni degli altri.
Se stai attraversando un momento difficile, non avere paura di chiedere aiuto. Parlane con qualcuno di cui ti fidi, rivolgiti a un professionista o ai servizi del territorio. Non devi affrontare tutto da solo.
In Trentino è attiva la linea Invito alla Vita, gratuita e anonima, al numero 800 061 650, tutti i giorni dalle 7.00 all’1.00.
A volte basta iniziare a parlare, trovare qualcuno disposto ad ascoltare, fare il primo passo. Chiedere aiuto non è una debolezza, ma un gesto di coraggio.
Per il Comune di Massimeno
Assessore al Sociale
Sandra Binelli
