A Massimeno l’“Orso di Shakespeare”: un viaggio tra dubbi, fisica e montagna
Un libro giallo, ma anche un’occasione per interrogarsi sul modo in cui guardiamo la realtà. È stato questo il filo conduttore della serata di ieri, 7 agosto, a Massimeno, dove Steve Penner ha presentato L’orso di Shakespeare, in un incontro organizzato dall’assessore Sandra Binelli.
A introdurre e moderare la serata è stato Maurizio Freschi, che ha scelto di non limitarsi alle domande sulla trama, ma di dialogare con l’autore sui temi e sulle suggestioni che attraversano il romanzo.
Al centro dell’incontro è finito così il maresciallo Penser, investigatore che sembra trovare la propria forza non tanto nelle risposte quanto nella capacità di porsi le domande. Da qui il confronto sul valore del dubbio, sulla necessità di mettere in discussione ciò che appare consolidato e sulla frase del libro secondo cui “le cose che è meglio non smuovere sono esattamente quelle che bisogna smuovere”.
Particolarmente interessante il confronto sul rapporto tra narrativa e fisica. Nel romanzo concetti come entropia, effetto farfalla e principio dell’osservatore diventano strumenti per parlare non soltanto della natura, ma anche delle persone e delle comunità. Il disordine, anziché essere soltanto qualcosa da evitare, può diventare ciò che permette di vedere ciò che prima rimaneva nascosto; e un piccolo cambiamento può essere sufficiente ad alterare un equilibrio apparentemente stabile.
La montagna è stata un altro dei temi affrontati: un ambiente nel quale l’incertezza è parte della vita quotidiana e dove l’apparente familiarità delle piccole comunità non significa necessariamente conoscenza profonda delle persone. Da qui la riflessione sui segreti, sulle abitudini, sulle responsabilità individuali e collettive.
Non sono mancati riferimenti al cibo come memoria e radice culturale e al silenzio, definito nel libro come “lo spazio in cui cominciano le domande più serie”. Un tema particolarmente attuale in un tempo nel quale sembra esserci sempre meno spazio per il silenzio e sempre più bisogno di esprimere immediatamente un’opinione.
La serata si è conclusa tornando al tema centrale del romanzo: l’incertezza. “L’incertezza non impedisce l’azione” è una delle affermazioni sulle quali si è concentrato il confronto.
Non è infatti necessario avere tutte le risposte per scegliere e agire responsabilmente.
Nell’ultima domanda Freschi ha chiesto a Penner se, al di là dell’orso che dà il titolo al libro, il vero protagonista non fosse il dubbio: il dubbio inteso non come indecisione, ma come metodo per osservare la realtà. Una domanda rimasta idealmente aperta anche al pubblico, al termine di una serata nella quale la presentazione di un romanzo si è trasformata in un’occasione di confronto e riflessione.
