Giuseppe Ciaghi – A proposito del capitel da Runch, da ex presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo mi corre l’obbligo di riferirvi quanto segue

di Giuseppe Ciaghi

Giuseppe Ciaghi – A proposito del capitel da Runch, da ex presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo mi corre l’obbligo di riferirvi quanto segue

Nel volume Note per una storia della Famiglia cooperativa di Pinzolo, in fase di stampa, vengono elencati gli interventi in campo sociale fatti dalla Famiglia cooperativa di Pinzolo.

Fra questi la pagina: “RESTAURO CAPITEL DA RONCH. Nel 1929 la Famiglia Cooperativa partecipa con una quota al suo restauro. L’edicola si trova all’imbocco della vecchia strada che conduce a sant’Antonio di Mavignola, sulla sinistra per chi sale, poco lontano dalla Sarca, strada fatta costruire da Giambattista Righi, il pioniere della Campiglio turistica, nell’ultima metà dell’Ottocento. E’ chiamato anche “Capitello delle tre facce” perché ha una base triangolare e tre timpani. Sul più importante compare Una Crocifissione e su quelli laterali, da una parte Sant’Antonio da Padova e dall’altra San Giovanni Nepomuceno, il santo che protegge dalle acque impetuose di fiumi e torrenti, particolarmente venerato a Praga. Il suo culto probabilmente è stato importato quassù dalle maestranze boeme impiegate alla vetreria Pernici di Carisolo. Sull’affresco compaiono anche una tiara o triregno con le chiavi, simbolo del Papa, e uno stemma della Casa Sabauda. Vi sarebbero stati aggiunti col restauro del 1929 all’indomani dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929), probabile conseguenza (propagandistica) dell’avvenuto Concordato tra lo Stato del Vaticano e l’Italia dei Savoia. In paese si usa definire una persona opportunista e di scarsa lealtà col detto “Sei come il capitèl da Ronch”, cioè hai più facce. La famiglia Cooperativa agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, stante le precarie condizioni del monumento, vi opera un secondo restauro, costatole 16 milioni di lire. Insieme al Comune che ne consolida la struttura, vi recupera gli affreschi con l’intervento del professor Giulio Poggiali, approfittando della sua presenza a Pinzolo, impegnato nella chiesa di San Vigilio. Quasi un omaggio a Nepomuceno Bolognini che un secolo prima scriveva: E’ nostro compito riuscire a conservare testimonianze di storia e d’arte e di fede, aggiungiamo noi, che purtroppo per la solita deprecabile incuria sono in via di sparire del tutto con grave danno alla memoria e alla nostra identità. Come si può vedere dalle immagini la struttura avrebbe bisogno di un nuovo restauro.