TIONE – Un viaggio nell’Ottocento tra Romanticismo, Arte e Nascita del Turismo
Una serata partecipata, ricca di contenuti e capace di accompagnare il pubblico in un affascinante viaggio attraverso l’Ottocento europeo e trentino. È quanto hanno proposto nei giorni scorsi gli incontri de “Il tempo di un dialogo”, dedicati quest’anno al tema “L’Ottocento: romanticismo e altro”.
Ad accogliere i numerosi presenti sono stati la vicesindaco dott.ssa Romina Parolari e l’assessore alla cultura Flavio Riccadonna, nonché sindaco di Bleggio Superiore, che hanno sottolineato il valore di iniziative capaci di avvicinare la comunità alla storia e alla cultura attraverso linguaggi diversi e complementari.
La serata si è sviluppata come un vero dialogo tra discipline e sensibilità differenti. Dopo i saluti del FAI da parte di Luciana De Pretis e degli organizzatori, la dottoressa Marta Villa ha guidato il pubblico dentro l’universo culturale dell’Ottocento, soffermandosi sul significato simbolico del colore blu, colore che nel secolo romantico assume nuovi significati legati alla libertà, al sogno, alla malinconia e alla ricerca dell’infinito.
Attraverso richiami alla letteratura, alla filosofia e alla storia del costume, il racconto ha toccato autori come Goethe, Flaubert e Leopardi, offrendo uno sguardo su un’epoca attraversata da profonde trasformazioni culturali e sociali. Non sono mancati riferimenti alla vita quotidiana e alle innovazioni che hanno cambiato il volto dell’Europa, dalle scoperte scientifiche all’evoluzione dell’industria tessile fino alla nascita dei celebri jeans, il cui nome deriva dalla città di Genova.
La musica ha avuto un ruolo importante nel percorso proposto al pubblico da Carlo Centemeri divulgatore musicale, con la sua voce pacata e suadente ha saputo catalizzare l’attenzione del pubblico. Le suggestioni di un notturno ottocentesco hanno contribuito a restituire l’atmosfera di un secolo nel quale l’arte musicale uscì progressivamente dagli spazi ecclesiastici e aristocratici per raggiungere fasce sempre più ampie della popolazione.
Particolarmente intensa è stata anche la riflessione sulla figura femminile nell’Ottocento. Attraverso testi letterari e testimonianze dell’epoca è emersa una realtà complessa, nella quale la donna veniva spesso idealizzata ma rimaneva al tempo stesso vincolata a rigide convenzioni sociali e morali.
Nella seconda parte della serata il critico e storico dell’arte Ezio Chini ha spostato l’attenzione sul rapporto tra arte e turismo, tema particolarmente significativo per un territorio come quello delle Giudicarie e della Val Rendena.
Attraverso immagini, manifesti e documenti d’epoca, Chini ha illustrato come la nascita del turismo moderno sia strettamente legata ai grandi cambiamenti dell’Ottocento. Lo sviluppo delle ferrovie e dei collegamenti consentì infatti a un numero crescente di persone di raggiungere le località alpine, trasformando profondamente l’economia e il volto delle vallate.
Madonna di Campiglio è stata al centro del racconto come esempio emblematico di questa trasformazione. Dalla presenza della corte imperiale asburgica alla costruzione del celebre Salone Hofer nel 1896, la località rendenese divenne uno dei simboli del nuovo turismo alpino.
Chini ha mostrato come la promozione turistica si sia affidata fin da subito anche all’arte. Manifesti illustrati, guide di viaggio e immagini pubblicitarie contribuirono a creare il mito della montagna trentina. Tra le opere presentate spiccavano quelle di Luigi Bonazza, autore di uno dei più celebri manifesti dedicati al Trentino, e di Fortunato Depero, che già negli anni Quaranta definiva la pubblicità “l’arte dell’avvenire”, capace di diffondere bellezza e messaggi ben oltre gli spazi tradizionali dell’arte.
Nel corso dell’incontro è emerso anche il contrasto che caratterizzò molte vallate alpine tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: da una parte povertà ed emigrazione, dall’altra la nascita di un turismo d’élite che avrebbe però contribuito, nel tempo, a creare nuove opportunità economiche e nuove prospettive di sviluppo.
Il lungo e attento ascolto del pubblico ha confermato l’interesse per una proposta culturale capace di mettere in relazione la grande storia europea con quella delle nostre montagne. Un dialogo che ha mostrato come il Romanticismo, la nascita del turismo e le prime forme di comunicazione moderna abbiano lasciato un’impronta ancora oggi riconoscibile nel paesaggio, nella cultura e nell’identità del Trentino.

