Guardare al futuro per non tradire il passato. Il coraggio delle scelte e il rilancio di Pinzolo
Leggendo certi commenti apparsi di recente a margine delle notizie sullo sviluppo turistico e sulle infrastrutture di Pinzolo, si prova un senso di smarrimento di fronte alla memoria corta e alla resistenza al cambiamento, ed è fin troppo facile rifugiarsi nelle solite polemiche da tastiera o nell’opposizione preconcetta ad ogni nuova opera, ma per giudicare il presente e pianificare il futuro, occorre prima di tutto ricordare da dove veniamo.
La Val Rendena non è sempre stata un’oasi di benessere, non molti decenni fa, questa era una terra contadina dura e generosa soltanto di fatiche, dove le condizioni materiali spingevano tanti alla via dell’emigrazione.
Persino le colture più elementari, come le patate in alta valle, erano soggette alle incognite di un clima severo e di un’economia di pura sussistenza.
Se oggi la nostra valle è sinonimo di qualità della vita, servizi, lavoro per le giovani generazioni e stabilità economica, lo si deve unicamente alla capacità di visione, al coraggio degli investimenti e alla trasformazione turistica che ha saputo valorizzare le nostre risorse, perché il benessere non si conserva restando immobili, si alimenta rinnovando l’offerta nel rispetto assoluto del territorio.
La traiettoria tracciata, con lucida lungimiranza, negli ultimi anni mostra una chiara continuità tra pubblico e privato, volta a posizionare Pinzolo e l’intera valle ai vertici del turismo internazionale, infrastrutture moderne e sostenibili, come ad esempio la realizzazione della nuova circonvallazione, rappresenta una risposta storica e attesa da anni per liberare il centro dal traffico, restituendo vivibilità ai residenti, aria più pulita e un’accoglienza di livello ai visitatori.
Come la presenza di investimenti di prestigio internazionale, vedasi il Lefay Resort, hanno dimostrato che è possibile coniugare sostenibilità, architettura di pregio e mercati ad altissima capacità di spesa.
Il progetto del nuovo Polo Termale rappresenta il tassello coronante di questa strategia, non si tratta di semplice edilizia, ma dell’innalzamento dell’offerta verso un turismo destagionalizzato, di altissima qualità e attrattivo su scala mondiale.
Ma tale lo sviluppo a Pinzolo non avviene mai a scapito dell’ambiente, anzi, l’Amministrazione comunale ha dimostrato e continua a dimostrare un’attenzione prioritaria per la sostenibilità e per la salvaguardia del nostro patrimonio forestale, tra i più ricchi e tutelati al mondo, garantendo che la natura, vero motore e bene supremo della nostra valle, rimanga incontaminata e protetta per le generazioni future.
Un’amministrazione comunale ha il dovere di guardare oltre il consenso immediato del giorno dopo e di pianificare lo sviluppo dei prossimi trent’anni, va dato un sincero plauso alla giunta e all’amministrazione di Pinzolo per aver dimostrato determinazione, visione strategica, profondo rispetto per il paesaggio e capacità di attrarre risorse e progettualità di livello globale.
Fa sorridere, se non persino un po’ riflettere, notare come i più acerrimi detrattori del progresso siano spesso gli stessi che beneficiano a piene mani del benessere economico e dei servizi generati proprio da quello sviluppo che a parole combattono. È facile fare i nostalgici dell’antica civiltà contadina da un salotto ben riscaldato, viaggiando su strade asfaltate e godendo dell’indotto di una valle ricca e attrattiva.
A questi paladini del ritorno al passato si potrebbe sommessamente suggerire una prova di coerenza, rinuncino ai benefici del turismo moderno, restituiscano i frutti della crescita e tornino pure a zappare la terra ad alta quota con le tecniche dell’Ottocento, nel frattempo, chi ha a cuore il futuro di Pinzolo e delle prossime generazioni continuerà a lavorare per far crescere questa comunità.
