Valli del Parco cardioprotette: il progetto PNAB per la diffusione sul territorio di defibrillatori
Oggi la presentazione con il presidente Ferrazza, il direttore Viviani e l’assessore Tonina
“Il Parco – ha spiegato Ferrazza – da anni, durante la stagione estiva da giugno a ottobre, attiva servizi di gestione e controllo dei flussi turistici nelle principali valli dell’area protetta. Questo impegno ha fatto emergere in maniera sempre più decisa il tema della sicurezza sanitaria e della prevenzione. Per questo motivo e sulla scorta della presenza garantita dal nostro personale in zone anche molto periferiche e in alta montagna, spesso non servite da rete e copertura di segnale telefonico, abbiamo istituito dei presidi di primo soccorso completi di defibrillatori automatici. I sussidi sono dislocati presso alcune Case del Parco ed nei Punti Info accessibili alla collettività, in prossimità dei parcheggi d’attestamento, ma al tempo stesso custoditi dal nostro personale, adeguatamente formato ed abilitato al BLSD. Il servizio rappresenta, anche per l’Amministrazione provinciale, un punto avanzato di infrastrutturazione del territorio, a copertura di situazioni di prima emergenza sanitaria, in luoghi attualmente scoperti”.
“Il progetto ‘Valli del Parco cardioprotette’ – ha detto l’assessore alla salute Tonina – racchiude un valore enorme non solo sul piano sanitario, ma anche su quello sociale e territoriale. In un contesto montano come il nostro, dove i tempi di soccorso possono inevitabilmente allungarsi, la defibrillazione precoce è uno strumento fondamentale per salvare vite umane. Il fatto che i dispositivi siano distribuiti sul territorio e gestiti dal personale del Parco, appositamente formato, garantisce una risposta tempestiva a beneficio di residenti e turisti. Questa iniziativa dimostra che la sicurezza non è mai il frutto di un singolo soggetto, ma di una visione condivisa. Mettendo a sistema le forze di Provincia, Parco, Azienda sanitaria, Vigili del Fuoco volontari, Guardia di Finanza, Apt e associazioni, aggiungiamo un tassello decisivo al mosaico di una ‘Montagna Trentina Sicura’. Un sincero ringraziamento al Parco Naturale Adamello Brenta e a tutti i partner: investire insieme in prevenzione e formazione rende le nostre valli sempre più accoglienti e protette.”
Il direttore Viviani ha quindi illustrato come il progetto si realizza, in collaborazione con l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino. “È stato necessario – ha detto – definire la formula migliore di messa a disposizione degli apparecchi DAE. Lo studio che abbiamo fatto come Parco ci ha portato innanzitutto a distinguere i Punti info con apertura stagionale, giugno-ottobre, dalle Case del Parco presidiate in forma continuativa durante l’intero anno. Nel primo caso, ovvero negli gli otto punti informativi presidiati, i defibrillatori sono collocati all’interno delle piccole strutture utilizzate già oggi dal personale del Parco. Saranno quindi sempre accessibili durante il giorno, ovvero quando serviranno di più, con l’aiuto del personale formato. Nelle quattro case del Parco che abbiamo individuato invece l’accesso al defibrillatori, collocati all’esterno della struttura, assieme alla cartellonistica a norma, sarà libero e possibile tutto l’anno”.
In sintesi, ecco quale sarà la distribuzione dei defibrillatori automatici:
Punti Info valli (apertura giugno-ottobre) TOTALE N. 8
- Val Genova n. 3 (Ponte Verde, Ponte Maria, Malga Bedole);
- Val di Daone (Bissina) n. 2 (Casa Parco Fauna Loc. Pracul e P. Bissina);
- Val Algone n. 1 (P loc. Brenta);
- Vallesinella n. 1 (P loc. Vallesinella);
- Patascoss n. 1 (P. Patascoss);
Case del Parco (apertura tutto l’anno) TOTALE N. 4
- Casa del Parco Geopark Carisolo n. 1;
- Casa del Parco Flora Stenico n. 1;
- Sede del Parco Naturale Adamello Brenta a Strembo n. 1;
- Foresteria Villa Santi Montagne Tre Ville n. 1.
